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Govone – Osservatorio tutela paesaggio di Langhe e Roero: “No all’abbattimento del muro della biblioteca del Castello”

Segnalazione relativa alla volontà di partecipazione del Comune al "Bando distruzione" della Fondazione CRC

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero

L’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero intende esplicitare la problematica relativa all’Area Monumentale del Castello Reale di Govone, area di altissimo valore storico e architettonico, riconosciuta “patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO, come pervenuta da cittadini di Govone, dal Gruppo di Minoranza Comunale, e da Associazioni culturali attive sul territorio del Roero, aderenti all’Osservatorio di cui sopra.

L’Amministrazione comunale di Govone ha deciso di partecipare al “Bando Distruzione” della Fondazione CRC con un progetto consistente nell’abbattimento del muro che circoscrive il giardino della Biblioteca popolare ubicata nel Castello Reale, riconosciuto bene Unesco dal 1997. È doveroso da parte dell’Osservatorio il riconoscimento alla Fondazione CRC della originalità e della validità dell’iniziativa: pur avendo operato in anni relativamente recenti, questa ha già prodotto in sedi locali significativi risultati, con unanimi riconoscimenti. L’Osservatorio augura perciò sinceramente che la Fondazione persegua anche in futuro questa azione, discernendo con attenzione tra gli interventi proposti, promuovendo, senza ironia, i peggiori, mettendo a disposizione i mezzi per rimediare a sbagli fatti in passato, a interventi incongrui, oppure obsoleti e ormai respinti dalla più matura sensibilità dei cittadini, o anche motivati da esigenze non più attuali e come tali da cancellare, ripristinando le precedenti condizioni.

Con assoluta franchezza e conoscenza di causa, si è però in condizione di poter affermare che tale non pare all’Osservatorio il giudizio applicabile al muro contiguo al Castello Reale di Govone, sia pure oggetto di apposito progetto di demolizione da parte del Comune, o almeno del Sindaco e della maggioranza dei consiglieri. In primo luogo la costruzione del muro risale a più di un secolo, mentre i dettagli esecutivi non sono privi di dignità ed accuratezza; i materiali usati sono laterizi a vista e muratura intonacata a calce, scompartita in pilastri di mattoni a vista, che ne assicurano la staticità: parimenti non risultano evidenti eventuali situazioni di instabilità e tanto meno di contrasto ambientale o architettonico, pur nella sproporzione tra lo splendore del Castello e la semplicità del muro.

Il cortile così recintato costituisce un’area di protezione del Castello e delle istituzioni comunali, come la biblioteca; anche il cancello in ferro di chiusura, pur semplicissimo, è dignitoso e coerente. Peraltro, considerata la stretta contiguità con il prestigioso edificio storico, sarebbe opportuno curare la perfetta manutenzione del prato e del suolo, provvedere alla ristrutturazione di alcune parti del muro centenario e delle vie di accesso, per dedicare l’area ad eventi culturali e mostre in linea con sani principi di tutela del patrimonio storico/artistico, evitando di trasformare il sito in deposito anche temporaneo, in parcheggio, ecc.

Sia però permesso richiamere gli obiettivi che stanno alla base della decisione di procedere alla demolizione del manufatto. Infatti, considerandolo semplicemente una superfetazione da eliminare, tesi che l’Osservatorio respinge recisamente, si lascia in pratica via libera ad un uso mercantile: questo sì incongruo in rapporto ad un bene addirittura “patrimonio dell’umanità”.
Questa malaugurata destinazione comporterebbe compromissioni negative per l’edificio del Castello, la cui fruizione dovrebbe essere primariamente cauta e regolata con precisione, evitando in secondo luogo di invaderne in modo incongruo le aree circostanti.

Non va infine sottovaluto ancora un aspetto che ci segnala il terriorio: il muro delimita un’area che testimonia l’identità e la storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose del paese.

Richiediamo con la presente denunciare questa improvvida iniziativa del Comune di Govone con l’auspicio che venga prontamente ritirata.

Cesare Cuniberto per conto del Direttivo