Confartigianato Piemonte: Bene il super Ecobonus, ma la norma è ancora da migliorare su cessione credito, burocrazia e tempi

Considerando gli investimenti sostenuti da detrazioni in edilizia in Piemonte (nel 2019) di 2miliardi e 876 milioni e il fatturato per addetto nelle imprese delle costruzioni (oltre 113 mila euro), è possibile stimare che tali investimenti hanno sostenuto 25.400 occupati nelle costruzioni che rappresentano il 25,2% degli occupati del settore nel IV trimestre del 2019. Enzo Tanino (vice Presidente di Confartigianato Piemonte Edilizia): “Le imprese artigiane non diventino il collettore di problemi o anticipatrici di liquidità”.

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Il “super Ecobonus”, presente all’interno del Decreto Rilancio, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale in data 19 maggio è in attesa di essere convertito in legge. Tanto atteso da imprese, cittadini e tecnici, ma anche dai Comuni, grazie agli incentivi che andranno a coprire la totalità delle spese, dovrebbe stimolare la trasformazione degli immobili anche del Piemonte.

Confartigianato Imprese Piemonte esprime apprezzamento per la misura, che rappresenta una importante occasione per il rilancio del comparto delle costruzioni e che consentirà il rinnovamento del patrimonio edilizio del territorio in un’ottica di sostenibilità e sicurezza.

Peccato che la norma diventerà realtà solo a partire da luglio e la sua applicazione comporterà ulteriori rinvii nel tempo in attesa delle circolari esplicative, tenendo ferme ancora almeno fino a settembre le imprese del Comparto Casa. Tutti i lavori sulle facciate, ad esempio, sono in stand by, in attesa di capire come procedere. In definitiva siamo molto preoccupati per i tempi della vera entrata in vigore e la complicazione burocratica”. Così commenta Enzo Tanino, vice Presidente di Confartigianato Piemonte Edilizia.

Una situazione di stallo che mette in difficoltà 81.422 imprese attive in Piemonte del sistema casa (oltre la metà riguardano l’edilizia) di cui il 48,9% artigiane (39.800 realtà), che impiegano oltre 170mila addetti.

A Torino le imprese attive del sistema casa sono 40.072, (20.340 riguardano il settore costruzioni) di cui il 45,2% artigiane (18.114 realtà) che impiegano 80.886 addetti.

A Cuneo le imprese artigiane del sistema casa sono 7.417 che impiegano 32.250 addetti; Alessandria: 3.598 imprese artigiane con 17.858 addetti; Novara: 3.067 imprese artigiane con 13.100 addetti; Asti: 2.457 imprese artigiane con 8.916 addetti; Biella: 1.807 imprese artigiane con 6.438 addetti; Verbano: 1713 imprese artigiane con 6844 addetti e infine Vercelli conta 1.627 imprese artigiane con 6.046 addetti.

Grazie agli incentivi per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico, il comparto casa potrebbe ripartire. Infatti tutte le richieste di ristrutturazioni che riceviamo in questi giorni si basano sulla possibilità di beneficiare delle detrazioni – prosegue Tanino – ma stanno emergendo le criticità che avevamo denunciato prima dell’uscita del Decreto: ottimo volano per la ripartenza ma in attesa delle norme attuative siamo fermi al palo.”

Gli interventi incentivati hanno un rilevante effetto di sostegno dell’occupazione delle Costruzioni.

Considerando gli investimenti sostenuti da detrazioni in edilizia in Piemonte (nel 2019) di 2miliardi e 876 milioni e il fatturato per addetto nelle imprese delle costruzioni (oltre 113 mila euro), è possibile stimare che tali investimenti hanno sostenuto 25.400 occupati nelle costruzioni che rappresentano il 25,2% degli occupati del settore nel IV trimestre del 2019, collocando il Piemonte al quarto posto della classifica per regioni.

Siamo stati i primi a chiedere ufficialmente una misura che andasse a coprire il 100% degli investimenti per le ristrutturazioni – continua Tanino – ma nonostante la positività dell’intervento, ci sono delle criticità che hanno bisogno di essere smussate affinché il complesso normativo possa essere più vicino alle esigenze delle piccole imprese e dei fruitori. Su questo abbiamo lavorato da subito con nostre proposte emendative. La nostra perplessità riguarda fondamentalmente la complessità degli adempimenti legati alla cessione del credito, specialmente se paragonata al meccanismo più immediato della detrazione per gli interventi di recupero edilizio al 50%. E’ necessario incoraggiare chi vuole fare questi lavori e non spaventare con richieste che poi portano a rinunciare a una opportunità di questo tipo”.

Le imprese dell’edilizia sottolineano anche come 18 mesi di tempo per effettuare i progetti, richiedere le autorizzazioni, trovare i finanziamenti per i privati, affidare gli appalti e terminare i lavori, siano troppo pochi.

Su questo punto – riprende Tanino – chiediamo uno spostamento almeno a fine 2023, altrimenti i tempi sarebbero troppo stretti e tanti progetti potrebbero saltare. Chiederemo anche che venga alzata la percentuale detraibile sulle semplici manutenzioni straordinarie delle facciate interne, facendola arrivare al 90% già previsto per quelle esterne”.

Un altro punto importante è quello relativo allo sconto in fattura– sostiene Tanino – Le piccole imprese artigiane, per loro natura, infatti, non sono in grado di anticipare il costo dei lavori che, solo per piccoli progetti potrebbero movimentare decine di migliaia di euro, mentre per ristrutturazioni di interi condomini arriverebbero anche a parecchie centinaia di migliaia. Le imprese devono continuare a fare il loro lavoro senza trasformarsi in collettori di problemi, anticipando liquidità che non hanno o risolvendo problemi burocratici. E’ quindi necessario che sia ben chiaro come le imprese potranno a loro volta cedere il credito acquisito. E’ inoltre importante che il credito ceduto venga reso disponibile nel cassetto fiscale in tempi più rapidi, al fine di favorirne l’utilizzo diretto tramite compensazione su F24 da parte dei cessionari”.

La norma deve consentire un meccanismo semplice che porti il committente a dialogare direttamente con gli Istituti di Credito che, in maniera immediata e automatica, poi riverserà il credito verso le imprese. Insomma – conclude Tanino – non vogliamo che terzi soggetti, che nascono per speculare in queste situazioni, costringano le imprese ad accettare percentuali di ricavo non idonee, non adeguate e non congrue alle prestazioni effettuate”.

Michela Frittola, ufficio stampa Confartigianato Piemonte