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L’emarginazione è da combattere ora più che mai

Tenuto il penultimo incontro della rassegna “MotivAzione” con ospite Gian Antonio Stella

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Il progetto “MotivA­zione” della Fondazione Crc prevede che a fianco di percorsi di formazione riservati ai docenti si creino momenti di confronto aperti a tutti. Impossibilitata a organizzare eventi dal vivo, la Fondazione li ha trasferiti sui suoi canali social.

L’ultimo incontro ad aver luogo è stato con il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, che a fine 2019 ha dato alle stampe il suo ultimo lavoro, dal titolo “Di­versi. La lunga battaglia dei disabili per cambiare la storia”.

Partendo proprio dal tema oggetto della sua ultima ricerca, il dialogo con il direttore della Fondazione, Andrea Sil­vestri si è incentrato sul tema dell’emarginazione, cruciale per interrogarci sul mondo della scuola e sulla società nel suo complesso. La riflessione ha preso spunto dall’immagine potente utilizzata da Papa Francesco in occasione di un incontro con persone disabili: tutti noi, nessuno escluso, serba al proprio interno uno scrigno con un tesoro da scoprire. Accedendovi, scopriamo anche quale è il contributo che possiamo dare alla comunità. «Forse ora ci pare scontato», dice Stella, «ma che una persona disabile possa avere dentro di sé delle cose importanti da dire e da regalare all’umanità è un’idea che per molto tempo non è stata neanche minimamente presa in considerazione».

Eppure gli esempi di persone con disabilità che hanno dato grandi contributi non mancano, in tutti gli ambiti, dall’arte alla scienza. Nella chiacchierata con Andrea Silvestri, Stella ha ripercorso alcune di queste figure affascinanti, le cui vite hanno seguito parabole più che mai impreviste, specie considerando le condizioni di handicap da cui partivano. E così scopriamo storie incredibili come quella di Thomas Schweicker, che a metà del Cinquecento pur non avendo mani e braccia divenne un grande calligrafo, talmente abile e conosciuto da esser richiamato alla corte dell’imperatore Massimiliano II. O quella di Thomas Wiggins nato a metà Ottocento schiavo, cieco e autistico, “regalato” a uno schiavista in quanto privo di valore perché inabile al lavoro. Rapito dalla musica suonata dalla figlia del padrone, si avvicinò al pianoforte e cominciò a suonare divinamente, divenendo poi un pianista famosissimo, che si esibì in centinaia di performance in tutta America.

L’incontro con Stella offre storie come questa, di bambini che in certi luoghi e in certe epoche (come sotto il nazismo) sarebbero stati destinati all’eliminazione in quanto “errori della natura”. Come la figlia del generale De Gaulle, affetta da sindrome di Down, di cui il padre scrisse: “Nella casa del Padre Anne troverà infine tutta la sua dimensione e tutta la sua felicità” dove il termine impiegato da De Gaulle (taille, ndr) in francese può significare anche “grandezza”, come a riportarci a quanto ha affermato Papa Francesco: Dio può capire queste persone in tutta la loro grandezza, perché anche queste persone ne serbano una, tutta da scoprire. Infine una storia più nota, quella di Stephen Hawking, uno dei più grandi astrofisici di tutti i tempi che ha svelato quasi tutto quel che sappiamo sui buchi neri pur avendo una gravissima malattia degenerativa che lo portò negli ultimi anni a esser in grado di muovere solamente la palpebra dell’occhio destro.

Ma Stella è un giornalista, un osservatore del presente; inevitabile chiedere un suo parere sulle reali e attuali possibilità di inclusione nel nostro paese, a maggior ragione nella situazione d’emergenza venutasi a creare a causa della pandemia. A tal proposito il suo giudizio è quanto mai netto: «In questo periodo per i disabili lo Stato è sparito. Possiamo solo immaginare l’e­norme fatica che migliaia di famiglie stanno affrontando, alle prese con situazioni che sono difficilissime da gestire». Il sostegno a loro e alle loro famiglie, co­me a tutte le persone che si trovano in una situazione di fragilità e di solitudine, acuita dall’emergenza, resta una delle sfide più urgenti, che deve essere al centro dell’azione delle istituzioni. Il progetto “MotivA­zio­ne”, si concluderà il 24 aprile ospitando sul profilo Instagram della Fon­dazione Crc alle 17,30 Andrea Zorzi, ex campione di pallavolo, oggi formatore.

BaNNER
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