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Coronavirus, scuole ancora chiuse in Piemonte. Grimaldi (LUV): “Prevale il principio di precauzione”

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La chiusura delle scuole e le misure che vengono e verranno prese servono a evitare l’aggravarsi di una situazione che al momento grave non è. Il principio di precauzione è al centro delle scelte della Regione, perché i numeri in Piemonte in 10 giorni potrebbero ancora aumentare, ma soprattutto è importante che non si creino focolai e che si tengano sotto controllo i numeri dei posti (271 circa) in terapia intensiva” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito agli effetti dell’Ordinanza sul contenimento del COVID-19 e alle successive decisioni della Regione. Oggi infatti il Piemonte ha proposto il prolungamento della chiusura delle scuole fino a lunedì, perché, in assenza di una “zonizzazione” del territorio regionale, almeno per le scuole si è ritenuto necessario perseguire un principio di precauzione maggiore.

Al 2 marzo 2020 i “positivi” al test sul Coronavirus in tutto il Piemonte risultano essere 51 su 434 tamponi eseguiti. Di questi, 37 si trovano in isolamento fiduciario domiciliare, 12 sono ricoverati in ospedale, altri 2 in terapia intensiva. A fronte di tali numeri, un solo caso è stato al momento confermato dall’Istituto superiore di Sanità in Piemonte, mentre per gli altri si attende ancora il responso dell’Istituto.

“Tuttavia i danni ci sono e ci saranno e non basteranno né il milione di euro proposto dalla Giunta, né i due milioni in più che proponiamo noi, per questo con le poche risorse regionali è meglio dare un contribuito ai molti soggetti e imprese dello spettacolo, della cultura e dello sport e agli operatori privati del settore educativo, in particolare alle piccole attività e agli operatori che stanno subendo conseguenze economiche dirette. Per tutte le altre attività dal Governo deve arrivare un sostegno” – così si espresso oggi Grimaldi al termine dell’incontro in Piazza Castello sugli effetti economici del Coronavirus, svoltosi fra il Presidente Cirio, i Capigruppo e le rappresentanze sindacali e datoriali.

Il Piemonte è rimasto per ora escluso dai provvedimenti del decreto economico approvato venerdì sera dal Consiglio dei ministri, dedicato a Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, rientrando solo nelle misure di sospensione degli oneri contributi e fiscali per le aziende del turismo; tuttavia il Premier Conte ha assicurato che ci sarà un secondo decreto, che coinvolgerà anche il Piemonte, nel quale potrebbe essere autorizzata la cassa integrazione in deroga per il comparto del turismo e della cultura.

Quello della cultura e del tempo libero è un comparto produttivo che conta 21 mila imprese con circa 85 mila addetti e genera un valore aggiunto di oltre 5,6 miliardi, pari al 4,7% a quello dell’intera economia regionale” – conclude Grimaldi. – “Per questo mondo fermarsi ha significato la perdita di quasi 108 milioni di valore aggiunto, una media di più di 5 mila euro per azienda il cui impatto maggiore si ha su realtà spesso piccole o piccolissime, che già normalmente sopravvivono con fatica e potrebbero andare in perdita o rischiare di chiudere definitivamente senza il nostro aiuto”.

c.s.