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“Dal Governo altra sorpresa amara per i comuni virtuosi, nuovo taglio sul Fondo di Solidarietà Comunale”

Il duro commento sul Decreto Fiscale da Flavio Gastaldi, Deputato della Lega e sindaco di Genola

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Flavio Gastaldi

Io e tanti altri sindaci d’Italia con i quali ci siamo confrontati in questi giorni abbiamo constatato nei primissimi giorni dell’anno ciò che ci aspettavamo dopo l’approvazione del Decreto Fiscale e cioè una pesante decurtazione sul Fsc (Fondo di Solidarietà Comunale)”

Così l’On. Flavio Gastaldi, Deputato Lega e Sindaco di Genola, che sottolinea: “Dopo le svariate promesse di mantenere la stabilità delle risorse rispetto all’anno 2019 quando, con il Governo giallo-verde, un Comune come quello che amministro si era visto assegnare 100mila euro in più rispetto all’anno precedente, questo che ci ritroviamo è il ringraziamento per aver avviato negli anni politiche virtuose di contenimento della spesa. Quest’anno non solo Genola subirà un taglio di circa 50mila euro su lavori di messa in sicurezza del territorio (la metà!), ma addirittura vedremo ridurre di circa 21mila euro il Fsc, che non è altro che il ristorno da parte dello Stato del gettito Imu attraverso una parte di spesa storica e l’altra con un meccanismo perequativo. Implicitamente immagino che il Governo non voglia alzare ulteriori tasse (ne ha già aumentate in abbondanza con l’ultima Legge di Bilancio), ma stia costringendo alla canna del gas i Comuni per far aumentare loro le aliquote Imu, scaricando la responsabilità degli innalzamenti sui Sindaci. E sono convinto che altre sorprese arriveranno con la nuova imposta derivante dall’accorpamento della Tasi con l’Imu“.

Tutto ciò” prosegue Gastaldi “non riguarda solo il mio Comune ma tutti quelli che hanno gestito con scienza e coscienza la spesa pubblica. E si badi che questi Comuni, o le loro associazioni, avevano già segnalato al Governo dai primi giorni di dicembre cosa stava accadendo: c’era tutto il tempo per risistemare la norma. Non lo si è voluto fare: si è punito chi si è comportato bene.

In qualità di Vice presidente di Anci Piemonte alle Politiche Istituzionali ho chiesto nei giorni scorsi che venga redatto uno schema di tutti i Comuni della Regione per avere un quadro preciso e chiederò che nel prossimo Ufficio di Presidenza si affronti la questione. Ho intenzione, inoltre, di presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo come intenda comportarsi dopo aver fatto la frittata.

Non possiamo più sopportare altri tagli, soprattutto se i bilanci sono già stati approvati con i precedenti stanziamenti, magari inserendo nuove assunzioni per coprire chi è andato in pensione e il Governo ci cambia le regole in corsa. In soldoni, posti di lavoro in meno significano meno servizi al pubblico, tempi più lunghi per le risposte e le pratiche, meno assistenza, meno vigili urbani e così via.

Tagliare sui Comuni è sempre stata la via preferenziale da Monti in poi. Avevamo visto uno spiraglio di luce l’anno scorso e ora invertiamo, nostro malgrado, di nuovo la rotta. Da parte mia rinnovo la risaputa massima disponibilità ad avviare una discussione in merito, sperando che questo appello non cada nel vuoto