Cuneo 1905-2019, titoli di coda: l’amarezza e la rabbia dei grandi ex

Alcuni indimenticati giocatori del recente passato biancorosso hanno commentato la mancata iscrizione in Serie D, con il club ad un passo dal fallimento

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Una fine che scotta, che fa male. Il Cuneo Calcio non ha presentato iscrizione al campionato di Serie D e, dopo la disastrata stagione di Lega Pro, sotto l’egida di Lamanna & C., vede sempre più vicino lo spettro del fallimento, solo più da certificare di fatto.

Un epilogo, forse scontato dopo la cessione delle quote di maggioranza da parte di Marco Rosso un anno or sono, triste, per una società che, nel suo piccolo di realtà spesso dilettantistica, per anni era stata additata come “isola felice”. Mentre è scattato il processo ai colpevoli, diretti ed indiretti, queste ore hanno lasciato lo spazio alla rabbia ed all’amarezza, non solo dei tifosi, ma anche dei personaggi che, sul campo, sono rimasti nel cuore dei biancorossi.

A partire da chi a Cuneo e nella Granda si è fermato stabilmente, quel Marco Garavelli fresco di conferma a Busca, in Promozione, fra i protagonisti in mezzo al campo degli anni più gloriosi dell’era recente, fra D, C2 e C1: “Bisogna essere realisti e positivi. Questo è il mio pensiero. Oggi non è fallita la squadra di una città che amo e che mi ha dato tanto. La “mia squadra” era già fallita anni prima. Troppa gente incompetente intorno a lei, finta, menefreghista, attaccata a questa macchina milionaria chiamata calcio.  Troppa gente inutile che non ha fatto altro che pensare al bene proprio. Pochissime persone che hanno messo il cuore per questa maglia, e le altre non hanno mai avuto l umiltà di farsi qualche domanda sul proprio operato e sul fatto che la città non rispondesse presente alla domenica. Una lenta agonia ma che ha portato finalmente ad una fine”.

Apprendere della notizia riguardo la mancata iscrizione in serie D del Cuneo Calcio è un colpo al cuore. – così invece il difensore, la scorsa stagione al Bra – Gabriele Quitadamo, per 6 anni in biancorosso – Vedere una società storica cadere così in basso è per il calcio piemontese e nazionale una bruttissima notizia. Ma sono sicuro che risorgerai.  Onorato di aver fatto 6 anni con questa bellissima maglia biancorossa“.

Poi Danilo Tunno, portiere dello “Scudetto” di Serie D (2010-2011) e fra i pali cuneesi anche nella stagione di Lega Pro 2015-16: “Abbiamo condiviso tutto insieme. Gioie e dolori. L’abisso e le lacrime di una retrocessione ma soprattutto la gioia del tetto d’Italia potendo cantare “I campioni d’Italia siamo noi” ed è da quel ricordo che bisogna ricominciare. Non meritavi di finire così ma è dalle peggiori amarezze che ci si compatta e si riparte. E tu tornerai lassù su quel tetto d’Italia che abbiamo toccato insieme. Risorgerai. Forza e onore”.

Si è affidato ad una sarcastica “storia” di Instagram, rivolta all’ultima gestione societaria, invece, l’ex capitano Giorgio Conrotto, che torna al luglio 2018: “Giorgio, secondo te compro una società per farla fallire? A fidarsi di queste cordate austro-ungariche-malesi…“, chiudendo il post con un cuore ed i colori biancorossi.

Solo dolore invece, come comprensibile che sia, fra i tifosi, per una volta uniti, fra Curva Vasco e Fedelissimi della Matteotti. Titoli di coda, finisce qui: Cuneo 1905-2019.