Bra: La Cordata, Lawcare e Sportiamo hanno incontrato Giorgio Degiorgis, Giusi Giambra e Sergio Panero (VIDEO e FOTO)

Nella sede del Comitato di quartiere Bescurone, l'ultima serata con i candidati a sindaco nelle città di Alba e Bra, insieme a tre sodalizi che si occupano, con forte convinzione, dei diversamente abili e dei loro diritti sul territorio Albese e Braidese

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Durante l'ultimo dei tre incontri organizzato in Bescurone, a Bra (foto Danilo Lusso - Ideawebtv.it)

Ieri sera, nella sede del Comitato di quartiere Bescurone (in via Ballerini, nella città della Zizzola ndr) si è svolto l’ultimo di tre incontri con i candidati sindaci di Alba e Bra, organizzati da tre associazioni che si occupano, fortemente, dei diversamente abili e dei loro diritti sul territorio Albese e Braidese: La Cordata, Lawcare e Sportiamo.

Sono intervenuti Giorgio Degiorgis e Giusi Giambra (candidati per il M5S) e Sergio Panero (candidato per il polo civico). Durante la serata, moderata da Umberto Cammardella, portavoce di Lawcare, è stato richiesto ai candidati di sottoscrivere il “Manifesto di richieste per la felicità per tutti”, una lista di punti che le tre associazioni richiedono che vengano realizzate durante il prossimo mandato in tutto il territorio dell’Asl Cn2.

Presenti al partecipato incontro, anche, i candidati consiglieri regionali Ivano Martinetti (M5S a sostegno di Giorgio Bertola) e Davide Tripodi (lista civica “Sì Tav Sì Lavoro per il Piemonte nel cuore” a sostegno di Alberto Cirio), poi intervenuti.

Cammardella, al termine del primo appuntamento, disse ai nostri microfoni: “Questo è un territorio che volente o nolente, è affrontato da un servizio tecnico che si chiama Asl Cn2 e quindi è un territorio unico. Con l’ente tecnico più importante, nella fornitura di questi servizi, unificato. Lo spezzettarsi come associazioni, in diverse parti del territorio, non da una visione completa della problematica del territorio stesso. Noi come Lawcare abbiamo, nel direttivo, persone di Alba e di Bra. Ci rivolgiamo, con pari dignità, agli interlocutori dei due comuni che rappresentano i capoluoghi dei due consorzi che gestiscono la parte dovuta alla socio-assistenza. Chi deve definire il progetto assistenziale sul territorio, sono gli amministratori comunali in primo luogo. Noi, i punti del Manifesto, li rendiamo più pedagogici e didattici, proprio perchè se ne facciano carico almeno in parte. Le problematiche legate alla disabilità sono tantissime ed enormi. Sintetizza al massimo le prime necessità, per trovare dei percorsi di compatibilità con le esigenze. La soddisfazione del primo incontro è che molte delle nostre parole d’ordine, sono state recepite culturalmente, come un linguaggio”.