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“Mandrile Melis” a Fossano inaugura il rinnovato negozio

La riapertura, in via del Santuario, si terrà sabato 29 settembre dalle 9 alle 19. Giuseppe Bernocco illustra l’ambizioso progetto avviato

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«Voglio sapere co­sa avete no­tato che non vi è piaciuto». Il segreto del successo di
“Pi­nuccio” Bernocco è racchiuso in questa domanda che l’imprenditore pone dopo essere entrati nel negozio che è diventato suo da qualche mese. Risulta però difficile dargli una risposta, perché il punto vendita della “Mandrile Melis”, azienda fossanese che da oltre trent’anni opera nella lavorazione del cioccolato, è davvero curato in ogni dettaglio.
Merito di un lavoro incredibile, completato in tempi “record”, che verrà suggellato sabato 29 settembre (dalle 9 alle 19) con l’inaugurazione del rinnovato negozio di via del Santuario.
Allora, siete pronti?
«In due mesi e mezzo abbiamo fatto lavori per cui di noma ci vorrebbero due anni. Abbiamo ancora tanto da fare, ma intanto abbiamo cominciato a mettere l’azienda nelle condizioni di la­vorare bene».
Quali sono stati gli interventi prin­cipali eseguiti?
«Abbiamo rivisto molti aspetti dell’organizzazione aziendale. La “Mandrile Melis” ha tre piccoli stabilimenti: li abbiamo ristrutturati, imbiancati e risistemati, abbiamo fatto delle manutenzioni e delle migliorie sugli impianti e stiamo mettendo in piedi il si­stema informatico. Inoltre abbiamo iniziato a inserire nuove figure: il responsabile della qualità, nuovo personale per la produzione. Stiamo riorganizzando un’azienda che finora è stata gestita a livello familiare, per consentire una crescita. Vogliamo dare a questo marchio la posizione che merita sul mercato».
Questo per quanto riguarda gli aspetti organizzativi. E in merito ai prodotti?
«Abbiamo già lanciato 10 nuove referenze, che fanno parte di una nuova linea chiamata “WOW!”: un guscio al latte e fondente che racchiude una crema a base nocciola, in 10 diversi gusti, senza liquore, quindi ideali anche per bambini.
Per quanto riguarda la gamma di praline già esistenti, con oltre 50 diversi ripieni, stiamo recuperando vecchie ricette che negli anni si sono impoverite: vogliamo farlo perché per noi gli ingredienti del territorio sono fondamentali. L’ef­ficienza non si fa sull’acquisto di materia prima, lì non si può guardare il costo. Attorno al prodotto, ci sono tutta una serie di aspetti sui quali è possibile risparmiare, però non sugli ingrendienti.».
Facciamo un passo indietro. Come mai ha deciso di acquisire la “Mandrile Melis”?
«Di recente abbiamo fatto parecchi investimenti nel settore alimentare: “Galup”, “Pasticceria Cuneo”, “Golosi di salute”. Il cioccolato, in particolare, ci mancava, per questo abbiamo visto l’operazione con favore, anche se tutto è nato da una richiesta del titolare. Noi conosciamo questa realtà da anni perché è uno storico fornitore di “Galup”: si è trovata in una particolare situazione e abbiamo deciso di intervenire per dare un impulso allo sviluppo dell’azienda e assicurarle una continuità».
Vedete ancora tante possibilità inespresse in questa realtà?
«Sì, decisamente. è un’azienda che lavora bene, i prodotti sono davvero buoni. Dobbiamo riuscire a darle una visibilità non solo nazionale, ma anche internazionale. Per questo ci stiamo attivando, facendo molta sinergia con le reti commerciali delle altre aziende del nostro gruppo. Pur essendo una realtà piccola, riusciremo a essere presenti alle fiere importanti, come alla ISM di Colonia, nel mese di gennaio».
Tutto è partito dalla “Tcn”. Poi ci sono state “Bianco”, “Galup”, “Thok”, “Golosi di salute”,
“P­a­sticceria Cuneo”, e ora que­sta nuova sfida. Tutte realtà fondate o acquisite e diventate di successo. Qual è il segreto?
«In realtà non c’è. Credo che tutto stia nel mio Dna: sono molto radicato sul territorio, e sono dispiaciuto nel sapere che realtà storiche rischiano di sparire, pur avendo alle spalle persone che hanno fatto tanti sacrifici.
E ogni volta vorrei intervenire. Entrare in aziende che hanno un futuro opaco e riuscire a ridare lo­ro luce mi gratifica. Quan­do sono entrato qui vedevo molta tristezza negli occhi del titolare, Giuseppe Man­drile. Oggi quando gli parlo dei nuovi progetti gli stessi occhi sono pieni di entusiasmo: queste cose mi commuovono e mi fanno stare bene. Queste sono aziende che parlano del nostro territorio, sono le nostre radici. Il mondo oggi corre veloce, bisogna essere preparati, altrimenti ti sbranano: mettendo insieme diverse realtà si riesce a creare un po’ di forza, si ha la possibilità di dare sviluppo commerciale e, allo stesso tempo, sicurezza economica alle persone che lavorano».
A sentire le sue parole sembra una cosa facile. Ma come fate?
«Lavoriamo tanto. Quando partiamo con un progetto e abbiamo degli obiettivi, lavoriamo giorno e notte. Devo dire grazie alla mia squadra, che è davvero eccezionale. In particolare, in questo progetto è stata fondamentale la collaborazione di Raffaella Car­di­nale, responsabile comunicazione e marketing del gruppo TCN. Da soli non si fa nulla, riuscire a fare squadra è importantissimo e oggi è molto difficile. Molti ne parlano, ma in pochi ci riescono davvero».
Le sue attività abbracciano di­versi settori. A cosa si deve questa diversificazione?
«Appena siamo partiti con il settore meccanico, c’era sempre la paura di restare senza lavoro. Dal 1990 abbiamo superato di­verse crisi: diversificando, siamo sempre riusciti a crescere negli anni. L’idea di stare in diversi settori è nata da questo elemento, ma anche dalle occasioni, che passano e ti rapiscono. Anche perché, come ho già detto, si rimane affascinati dal marchio e dalla storia che c’è dietro all’a­zienda e che ti spinge ad andare avanti. Con il tempo poi scopri che le regole per far crescere un’azienda sono le stesse in ogni settore: alla fine l’elemento principale è sempre il buon senso, al centro ci sono il cliente e le sue esigenze. E tu devi riuscire a dare alle persone che lavorano gli strumenti giusti. Ecco, il mio compito è questo: creare le situazioni affinché si riesca a lavorare bene all’interno dell’azienda».
Di tutti quelli di cui si occupa, qual è il suo vero settore?
«In effetti, quando mi chiedono di che cosa mi occupo, non so cosa rispondere. Per me è difficile, è come dire se vuoi più bene alla mamma o al papà: tutte le cose che faccio le sento dentro, quindi non posso fare una distinzione. Ci sono attività che prendono più tempo e sacrifici, altre meno. Ma, alla fine, le senti tue allo stesso modo».
C’è un’operazione di cui è particolarmente orgoglioso?
«Anche in questo caso faccio fatica a rispondere, tutte le cose le ho fatte perché ero convinto, nascevano dal desiderio di far rinascere una realtà in difficoltà. Però posso dire con certezza una cosa: non sento che nessuna delle attività che fanno parte del gruppo sia arrivata. Il giorno che lo sentirò, forse comincerà il declino, perché bisogna sempre creare macchinari e prodotti nuo­vi e continuare a guardare avanti. Se ci fermiamo, ci sarà sempre qualcuno pronto a superarci, e noi non possiamo permettercelo. Sul mercato estero ci si confronta con grandi realtà internazionali, tra mille difficoltà. Noi dobbiamo distinguerci per qualità e tecnologia dei prodotti, continuando ad investire importanti risorse in ricerca e sviluppo: si vince così».
Quello che non deve mancare mai è l’entusiasmo.
«Certo, perché ci deve sempre es­sere qualcuno che trascina. Ma in questo senso io davvero non ho problemi, l’entusiasmo non mi manca mai».
C’è già una prossima sfida all’orizzonte?
«In questo momento siamo focalizzati su questa, che è fresca e da costruire. Non so se faremo altre acquisizioni, ma di certo non ci fermiamo qui: vogliamo continuare a migliorare le nostre a­ziende e abbiamo tanti progetti da portare avanti».