Narzole: i Carabinieri Forestali bloccano lavori non autorizzati di disboscamento

La ditta ed il proprietario dell'area sono stati deferiti e multati per 20.000 euro

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In un ambiente molto delicato e fortemente antropizzato quale quello della bassa valle del Tanaro, ai piedi della Langa, le piccole formazioni forestali ancora presenti costituiscono un elemento importante del patrimonio paesaggistico e della biodiversità. Piccoli boschi planiziali, costituiti da specie quali querce, ciliegi, frassini, aceri, oggi sempre più rari in quanto spesso considerati un ostacolo all’attività agricola, sono in realtà fondamentali per la tutela degli habitat naturali per la salvaguardia di specie sia animali che vegetali, secondo i principi ispiratori della normativa comunitaria della Rete Natura 2000.

L’eliminazione di un bosco è quindi un intervento di grande impatto sull’ambiente e per questo è rigidamente regolamentato dalla normativa di tutela dei beni paesaggistici.
Negli scorsi giorni, i militari delle stazioni di Bra ed Alba, sono intervenuti per bloccare una attività non autorizzata di taglio ed eliminazione di una superficie boscata, finalizzata a modificarne l’uso del suolo per avviarlo a una gestione di tipo agricolo. La superficie oggetto di intervento supera i 30000m2 e occupa un versante collinare nel comune di Narzole.

Il bosco interessato, costituito da specie di alto fusto di un’età superiore ai 40-50 anni, aveva una importante funzione anche nell’equilibrio idrogeologico della zona. Gli interventi con macchine escavatrici e la realizzazione di piste per effettuare le operazioni di esbosco hanno creato un consistente danno di tipo paesaggistico e compromesso la stabilità del versante.

Le operazioni di taglio della vegetazione, estirpazione delle radici, movimentazione del suolo con mezzi meccanici, effettuate in assenza di alcun tipo di autorizzazione regionale, costituiscono un illecito penalmente rilevante e per questo motivo sia la ditta esecutrice dei lavori, sia il proprietario dell’area sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti. Agli stessi inoltre sono state elevate sanzioni amministrative per un importo di circa 20000€.

c.s.