Cherasco: Antonella Tavella e Persea espongono a palazzo Mentone | L’esposizione prosegue fino al 25 febbraio

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Prosegue fino al 25 febbraio la mostra delle artiste Antonella Tavella e Persea, “Al di là delle colline… il mare” allestita presso l’enoteca Palazzo Mentone di Cherasco.

L’esposizione è visitabile con il seguente orario: dal martedì al venerdì 15-19; sabato e domenica 9,30-12,30 e 15-19. L’ingresso è libero.

Si tratta dell’incontro tra le opere di due amiche: Antonella Tavella, pittrice delle vigne e delle atmosfere e Persea (Tiziana Perano) che con la ceramica raku ha realizzato per l’occasione una serie di creazioni ispirate al mare.

Antonella Tavella vive e lavora a Verduno.
Tema ricorrente e ispiratore della sua pittura è la vite, protagonista dei nostri meravigliosi paesaggi.

Scrive Fabio Carisio: “La pittura di Antonella Tavella è un inno al silenzio, alla contemplazione della natura semplice e dei luoghi dimenticati ma capaci di evocare sentimenti. Le sue opere sono ampolle dove l’emozione si distilla per essere delibata in pura essenza. Liberi da contaminazioni umane, i paesaggi appaiono onirici, speculari a visioni intimistiche di stati d’animo. Grazie alle sfumature soffuse, alla trama pittorica compatta e vaporosa, stende un velo protettivo proteso ad isolare le percezioni dalle manipolazioni. Dell’uomo non c’è presenza, solo vaghe tracce. Magistrale l’enfasi monocromatica in siderali tonalità blu sotto la fredda luna: archetipo di solitudine ma anche kairos, momento del più intimo dialogo di ogni spirito con l’universo”.

Persea vive e lavora in un casolare immerso tra i boschi tra Villanova e Pianfei, luogo ideale per la creazione delle sue opere fortemente ispirate alla natura.

Scrive Remigio Bertolino: “Nelle forme raku di Persea emergono universi cromatici personalissimi: dai bianchi avori, ai verdi malachite, ai rami scintillanti come ori antichi, agli azzurri scintillanti come lapislazzuli.
Le sue figure sono eseguite con una secca e nuda essenzialità, dove anche il vuoto dei volti si colma di luminosità e sembra irraggiare una solare armonia. Le membra proseguono in sviluppi arborescenti, in strane e misteriose concrezioni.
Talvolta le sue figure assumono aspetti totemici arcaici, con analogie a simboli di civiltà antiche; talvolta la ceramista sforna, come dietro tracce oniriche, bestiari fantastici, favolosi, delineati con una graffiante essenzialità lineare”.