Cuneo pronta a soffiare sulle 70 candeline delle PMI “sognando il futuro”

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Fare piccola e media impresa è senza dubbio, in Italia come in Piemonte, un’impresa “grande”. Basta invertire gli aggettivi per definire il senso che si è voluto dare alle settanta candeline che Confapi, a livello nazionale, si appresta a spegnere a Roma, questo venerdì 24 novembre, nell’auditorium del Parco della Musica. Appuntamento al quale non mancherà la delegazione cuneese con il Presidente Pierantonio Invernizzi e il Gruppo direttivo che parteciperanno ai lavori di dibattito e cerimonia coordinati dal vertice nazionale Maurizio Casasco.

 

Un momento non solo di celebrazione di un importante compleanno, “ma di riaffermazione di un orgoglio positivo, quello delle PMI che, mentre sono impegnate a gestire la crisi economica generale, devono fare fronte a un mercato interno non di rado più complicato e più problematico, come confermato da quanto sta accadendo con i versamenti fiscali miliardari che si concentrano proprio nel mese di novembre – premette Invernizzi – Per questo è ancora più fondamentale ritrovarsi in maniera così coesa sotto le insegne di un’Associazione che, nata nel 1947, ha concorso ad accompagnare il primo boom economico e ora, 70 anni dopo, può fare altrettanto per spianare una ripresa la cui forza, durata e robustezza dipenderà unicamente dal ruolo che alle piccole e medie imprese verrà assegnato nella prossima politica economica e industriale. Altrimenti il rischio è quello di continuare a impedire alle PMI di crescere, senza che le aziende più grandi possano fare da contraltare”.

 

Altrimenti, oltre al rischio che una parte importante degli acconti fiscali di novembre, dovuti dalle realtà medio-piccole, vada a finanziare sgravi e sconti, come quelli dei super e iper ammortamenti, goduti in prevalenza dai grandi soggetti economici, la beffa può diventare doppia “in una regione come il Piemonte che, da una stima dell’Agenzia della coesione territoriale di Roma, risulta essere secondo, dopo il Friuli Venezia Giulia, per l’entità pesantissima del taglio che ha subito negli investimenti pubblici a esso destinati: oltre il 40% in meno dal 2005 al 2015, e con questo appare evidente che, mentre un’impresa maggiore può diversificarsi o disimpegnarsi, una realtà medio-piccola rischia di doversi arrendere”.

 

Il sogno del futuro, come ben titola la tavola rotonda introdotta dal Presidente nazionale Casasco, può trarre origine soltanto da un risveglio del presente che ricrei condizioni venute meno e porti i nostri sistemi locali a poter dialogare con l’Europa: ringrazio i vertici nazionali di Confapi che, con scelte condivise, stanno aiutando il costruttivo protagonismo dei territori”, conclude il Presidente cuneese.

 

I temi della tutela delle PMI, dei settori economici e sociali che possano segnarne un nuovo sviluppo e del rapporto con il Governo e con l’Europa saranno trattati dall’ampia scaletta del programma di venerdì: con il Presidente Casasco, interverranno infatti Mario Ohoven leader della Confederazione europea delle piccole imprese, Giuliano Poletti ministro del Lavoro, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, docenti universitari di Bocconi, Luiss e Mit Boston, Stefano Cuzzilla di Federmanager e il Presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che concluderà la giornata. La sezione del mattino sarà moderata eccezionalmente dal conduttore Rai Bruno Vespa, mentre nel pomeriggio lo spazio sarà dedicato alla premiazione e alle testimonianze del mondo Confapi da tutte le regioni italiane.