Occit’amo 2017: il “gran” finale, la Notte della Taranta e la prossima Uvernada | Sabato 26 agosto, Gran Bal Dub a Melpignano in Puglia

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Valli Stura, Maira, Po e Bronda, Varaita, Grana e la Pianura saluzzese.

18 giorni di eventi per un mese e mezzo di Festival, 19 gruppi ospiti da cinque diversi Paesi europei, un grande evento, Goran Bregovic a Saluzzo, andato sold out.

I numeri di Occit’amo Festival 2017 sono grandi anche nel pubblico che, settimana dopo settimana, ha voluto seguire la kermesse nei concerti come negli incontri con l’autore, nelle serate di cinema sotto le stelle, nei laboratori o nelle proposte di outdoor.

Il Santuario di San Magno, il suo piazzale e i crinali antistanti ricolmi di pubblico, la gran festa di danza e musica hanno chiuso un’edizione davvero importante del Festival Occit’amo

MOVE e le Terre del Monviso chiudono con un bilancio davvero positivo il Festival 2017 e già guardano oltre.

Primo appuntamento: LA NOTTE DELLA TARANTA.

Sarà infatti GRAN BAL DUB, la produzione 2016 di Occit’amo, ad aprire l’edizione numero 20, sabato 26 agosto 2017 a Melpignano in Puglia.

 

GRAN BAL DUB: Sergio Berardo (voce e ghironda), Roberto Avena (fisarmonica), Chiara Cesano (violino), Madaski (electronic devices, voce).

La musica occitana incontra l’elettronica in Gran Bal Dub, progetto che nasce da un’idea di Sergio Berardo, storico agit prop della musica occitana con i Lou Dalfin e innumerevoli altre formazioni, e Madaski, co-fondatore degli Africa Unite e uno dei più grandi esponenti della musica elettronica nella sua versione dub.

La danza è il punto focale dell’ispirazione e le varie forme vengono sezionate e ricomposte attraverso la tecnica del dub ma nell’assoluto rispetto delle strutture e stilemi dei balli tradizionali.
Gli storici suonatori ambulanti di ghironda, della cui opera Berardo è la naturale prosecuzione nel presente, partendo dalle Valle Occitane percorsero le strade d’Europa fino alla metà del secolo scorso e portarono sulle piazze dei paesi più lontani i loro suoni a bordone. Dalla loro vicenda musicale emerge un’idea identitaria della cultura d’Oc come strumento di comunicazione e scambio.

Musica da contrabbandieri di suoni. E sulla loro scia la ghironda di oggi trova naturale interloquire con le sonorità di una realtà, quella elettronica, solo apparentemente lontana dalle atmosfere folk delle Alpi occidentali.
La musica popolare ha la forza di mettere in contatto forme espressive geograficamente distanti ma nella sostanza simili come spirito e ragione di essere.

La viola & c. si appoggiano al dub e quest’ultimo piega la propria messa a punto sulle necessità coreutiche occitane.

Una forma di scambio e interazione che rappresenta una delle caratteristiche storiche di tutte le musiche popolari: l’attuale che arricchisce l’antico e trova nella memoria nuove ragioni di esistere.

 

Info www.occitamofestival.it
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