Legge sulla tortura (Movimento Nazionale): presentato in Regione un ordine del Giorno a tutela delle Forze dell’Ordine

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L’approvazione della Camera dei deputati della legge che introduce nell’ordinamento dello Stato il delitto di tortura contro la persona e la libertà morale mette in grande difficoltà le forze dell’Ordine che, senza alcun Protocollo operativo, rischieranno di doversi difendere da chi delinque a scapito della tutela dei cittadini.

L’introduzione del reato di “tortura psicologica” e “induzione alla tortura” rischia di essere un vero e proprio reato contro le forze dell’ordine e a favore di chi delinque non potendo avere prove materiali della commissione del reato stesso se non la testimonianza della persona arrestata;
“Nessuno mette in discussione che una legge dello Stato punisca la tortura – dichiara Gian Luca Vignale, Presidente del Gruppo regionale del Movimento Nazionale – ma quella approvata rischia di essere una norma contro le forze dell’Ordine e a favore di chi delinque”.

“Introducendo il reato di tortura e modificando l’articolo 19 del testo unico dell’immigrazione, non sarà più possibile emanare provvedimenti di espulsione nei confronti di persone che hanno commesso reati provenienti da paesi in cui potrebbero rischiare di essere sottoposta a tortura” continua Marco Botta, Commissario regionale del MNS.

“Per questo motivo abbiamo presentato nella seduta di oggi un Ordine del Giorno – concludono Vignale e Botta – che impegna il Governo nazionale a predisporre repentinamente Protocolli operativi che limitino al minimo l’alone di incertezza normativa che rischia di frenare sempre più l’attività delle Forze dell’Ordine per la sicurezza dei cittadini e a garantire, fino alla conclusione del procedimento penale, il gratuito patrocinio alle Forze dell’Ordine”.

 

ORDINE DEL GIORNO
Ai sensi dell’ Art. 18, comma 4, dello Statuto e dell’Art. 103 del Regolamento interno
OGGETTO: DELITTO DI TORTURA. SI APPROVINO AL PIU’ PRESTO I PROTOCOLLI OPERATIVI PER EVITARE CHE LA LEGGE INDEBOLISCA ANCORA LE FORZE DELL’ORDINE.

Il Consiglio regionale del Piemonte
PREMESSO CHE
-L’Assemblea della Camera dei deputati ha approvato definitivamente il 5 luglio 2017 una proposta di legge che introduce nell’ordinamento dello Stato il delitto di tortura contro la persona e la libertà morale;
-la legge prevede la reclusione da 4 a 10 anni per chi causa sofferenze fisiche acute, o un trauma verificabile di tipo psichico, attraverso violenze e minacce gravi, a una persona che si trova privata della libertà personale o affidata alla custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza di chi commette il reato;
-le pene previste sono destinate a salire se a commettere il reato è una persona con la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, la cui pena prevista è in tal caso la reclusione da 5 a 12 anni.
-l’introduzione del reato di “tortura psicologica” e “induzione alla tortura” rischia di essere un vero e proprio reato contro le forze dell’ordine e a favore di chi delinque non potendo avere prove materiali della commissione del reato stesso se non la testimonianza della persona arrestata;

CONSIDERATO INOLTRE CHE
Introducendo il reato di tortura, viene modificato anche l’articolo 19 del testo unico dell’immigrazione e che pertanto, non essendo più possibile emanare provvedimenti di espulsione nei confronti di persone che hanno commesso reati provenienti da paesi in cui potrebbero rischiare di essere sottoposta a tortura, si rischia di bloccare ogni pratica di allontanamento;

INVITA
Il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Interni:
• a predisporre repentinamente Protocolli operativi che diano delle reali garanzie al personale e che limitino al minimo l’alone di incertezza normativa che rischia di frenare sempre più l’attività delle Forze dell’Ordine per la sicurezza dei cittadini.
• A garantire, fino alla conclusione del procedimento penale, il gratuito patrocinio alle Forze dell’Ordine.

 

Gian Luca Vignale (Primo firmatario)