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Alemanno e Storace in Piemonte per fondare il “Polo Sovranista” e chiamano all’unità le forze di destra

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Gianni Alemanno e Francesco Storace hanno capito che “da soli non si va da nessuna parte” e hanno iniziato il 2017 con buoni propositi: l’unione dei simboli che rappresentano movimenti di destra.

Nel loro caso hanno unito “Azione Nazionale” e “La Destra” per fondare il 17, 18 e 19 febbraio, a Roma, il “Polo sovranista“.

È perciò iniziato l’iter costitutivo, che interessa tutte le regioni italiane.

Domenica 5 febbraio 2017, alle ore 10:30 gli stessi Alemanno e Storace saranno perciò a Torino, presso l’hotel Diplomatic in via Cernaia 41 per l’assemblea congressuale regionale che eleggerà i delegati al congresso di Roma.

I due esponenti politici già protagonisti della Destra Sociale saranno affiancati dai referenti regionali di Azione Nazionale Marco Botta e della Destra Alessandro Bego che sono impegnati in queste settimane ad organizzare il nuovo movimento su basi provinciali nella certezza che esista un’ampia area di giovani, di quadri politici, di elettori fin ora dimenticati o poco considerati.

Nasce dunque un nuovo soggetto politico che, come ha dichiarato l’ex sindaco della Capitale, ha come maggiori interlocutori Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Direzione Italia di Fitto, senza dimenticare i partiti centristi.

Un unicum di forze della destra italiana che – come hanno spiegato i due ex esponenti di Alleanza Nazionale durante la recente conferenza stampa a Montecitorio – vuole coinvolgere per non soccombere a forze come Pd e M5S.

“Non vogliamo essere l’ennesimo cartello elettorale, ma qualcosa di profondamente diverso: l’Italia non ha più bisogno di apparati, nemmeno di progetti politici affetti dai soliti personalismi, ma di un polo sovranista. In vent’anni la destra ha perso cinque milioni di voti. Non vogliamo cannibalizzare nessuno – sostiene Alemanno -, ma è ora di rimettere insieme i voti che si sono dispersi”.

I due ex ministri chiedono che il centrodestra convochi subito la data delle primarie: “Serve una leadership, un programma, un contenitore.

Non vogliamo fare l’ennesimo partito chiuso in se stesso, ma un soggetto unitario sovranista con cultura di governo. Parliamo a tutti quelli che non si riconoscono più nel Ppe di Angela Merkel”.

Stavolta la destra si aggrega a destra. Per puntare a “palcoscenici” più ambiziosi.

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