Gli interessanti dati del convegno di Cervere sui prodotti tipici locali e il porro | Il viceministro Olivero dichiara: “C’è bisogno di qualità e tracciabilità, ma bisogna soddisfare le quantità richieste del mercato”

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Il convegno organizzato nell’ambito della Fiera del Porro di Cervere ha messo in luce che per valorizzarli servono risorse come quelle del Psr.

PRODOTTI TIPICI LOCALI: OPPORTUNITA’ DI CRESCITA
Il viceministro Olivero: “C’è bisogno di qualità e tracciabilità, ma poi, per avere reddito, bisogna soddisfare le quantità richieste del mercato”

“Sostenere le produzioni tipiche locali: il contributo del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) della Regione Piemonte”.

Era il titolo del convegno organizzato, domenica 13 novembre, nell’ambito della visitatissima 37ª Fiera del Porro di Cervere, inaugurata il giorno precedente.

Un incontro, moderato dal giornalista e vicepresidente dell’Abi, Giuseppe Ghisolfi, con un tema molto importante da discutere per un territorio provinciale che vanta molte eccellenze, spesso, però, non conosciute e valorizzate come meriterebbero.

Dopo i saluti del sindaco della cittadina, Corrado Marchisio, il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, ha portato il suo contributo.

“I prodotti tipici – ha detto – hanno bisogno di qualità e di tracciabilità, ma poi, chi li coltiva, deve anche essere in grado di soddisfare, tutto l’anno, le quantità richieste dal mercato. Altrimenti, lo sforzo fatto non si traduce in reddito per gli imprenditori. Il Ministero è pronto ad accompagnare i percorsi per ottenere il riconoscimento di Indicazione Geografica, ma non deve essere una medaglia da cucire sulla giacca dei sindaci. Come ha fatto, a Cervere, il Consorzio di Tutela e Valorizzazione del Porro, bisogna mettere insieme i produttori delle tipicità, garantendone la loro provenienza e le caratteristiche qualitative. Perché i consumatori non si possono prendere in giro”.

In quest’ottica, con l’obiettivo di aiutare gli imprenditori a crescere, Paolo Cumino, dirigente del settore Valorizzazione del Sistema Agroalimentare e Tutela della Qualità della Regione, ha illustrato le opportunità per le produzioni tipiche locali dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

La sottomisura 3.1 contribuisce alle spese di certificazione dei produttori che aderiscono per la prima volta ai regimi di qualità. Al momento sono stati concessi 303.000 euro. Quella 3.2 riguarda le azioni di informazione e promozione. Con i tre bandi del 2016 sono stati assegnati 4.000.000 di euro.

Il convegno è proseguito con la tavola rotonda. Giorgio Bergesio, presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione del Porro di Cervere, ha ricordato che i soci sono 40, la produzione di 3000 quintali l’anno i terreni impegnati nella coltivazione 25 giornate piemontesi (poco più di 8 ettari).

Aggiungendo: “Il problema è proprio avere il porro tutto l’anno. Allora per fare il salto di qualità occorre che i nostri agricoltori, soprattutto quelli giovani, possano accedere più facilmente ai contributi”.

Lo stesso ragionamento lo ha portato all’attenzione dei presenti Enrico Allasia, presidente provinciale di Confagricoltura: “Noi i progetti legati al Psr li presentiamo, ma la Regione deve dare risposte più veloci perché gli imprenditori del settore hanno bisogno di certezze per poter investire”.

Tommaso Mario Abrate, presidente di Fedagri-Confcooperative Piemonte, ha lanciato due proposte relative al porro: “Per valorizzarlo maggiormente, avendo il Consorzio un disciplinare di produzione, si potrebbe prevedere la certificazione volontaria. Inoltre, la disponibilità del prodotto tutto l’anno sarebbe possibile con un processo di liofilizzazione. Certo non è il modo migliore per conservarne la freschezza, ma costituisce un’opportunità di allungarne la vita conservandone le caratteristiche”.

Il viceministro Olivero ha ancora ribadito la necessità di lavorare insieme per avere delle prospettive di crescita dei prodotti tipici, creando anche nuovi posti di lavoro. Le conclusioni le ha tratte l’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero.

“Rispetto al precedente Psr – ha affermato – nel settennato 2014-2020 ci sono più risorse a disposizione.

Fino a ora abbiamo portato avanti il bando sugli investimenti, quello riguardante i giovani imprenditori e l’agroambientale per i quali sono già stati rispettivamente impegnati 109 milioni di euro, 37 milioni e mezzo di euro e 268 milioni di euro. Però gli agricoltori devono capire che le risorse non ci sono per tutti i progetti, altrimenti non si farebbero le graduatorie. In questa prima parte del percorso abbiamo anche commesso degli errori, che verranno corretti nei prossimi bandi”.

Terminato il convegno, i relatori e le autorità hanno visitato l’affollatissimo mercato del porro dove hanno potuto raccogliere i suggerimenti dei produttori.