Cuneo: 70enne condannato per abusi sessuali sulla nipote minorenne

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Nei giorni scorsi, il Tribunale Ordinario di Torino ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di un cittadino italiano, pensionato settantenne, dimorante in provincia di Cuneo, condannato alla pena di tre anni e quattro mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di violenza sessuale nei confronti della nipote minorenne.

 

 

I fatti risalgono all’estate 2014, quando la ragazzina, nel periodo delle vacanze scolastiche, era ospite a casa dei nonni. Una mattina, l’uomo, approfittando del fatto che la moglie era uscita per fare delle commissioni, secondo quanto emerso, avrebbe avvicinato la nipote commettendo degli atti sessuali nei suoi confronti. Dopo alcuni giorni, la giovane ha confidato ad una amica il forte disagio per quanto accadutole: l’amica ha informato la madre che, a sua volta, è riuscita a parlare con la vittima rendendosi così conto della gravità della situazione. Dopo aver ricevuto la segnalazione da parte della madre dell’amica, il personale della II Sezione della Squadra Mobile (Reati contro la persona, in danno di minori e reati sessuali: Ispettori Capo Massimo Blengino e Mariella Faraco, Sovrintendente Capo Giuseppe
Licusati), ha avviato immediate e approfondite attività investigative che hanno permesso di raccogliere consistenti indizi di reità nei confronti dell’anziano.

 

In particolare, dal telefono cellulare della ragazza venivano recuperati alcuni messaggi compromettenti, inviati dal nonno nei giorni successivi agli abusi, in cui l’anziano pretendeva di incontrare nuovamente la nipote da sola; nella casa del nonno i poliziotti hanno sequestrato anche due personal computer. Inoltre, dalle testimonianze rese da alcuni docenti della vittima è emerso che il rendimento scolastico della ragazza era calato e che la stessa, durante le lezioni, aveva manifestato disagio e difficoltà. L’uomo era stato così deferito alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di violenza sessuale aggravata (artt. 609 bis e ter del codice penale).

 

Il Questore di Cuneo, dr. Giovanni Pepè: “Va sicuramente evidenziata la particolare delicatezza dell’indagine che, purtroppo, ha coinvolto una ragazza, colpita da un grave reato commesso da uno stretto congiunto. Un episodio senza dubbio molto grave ma che ha visto una risposta ferma e decisa sia da parte dei genitori, sia da parte delle Istituzioni. Un apprezzamento alla professionalità e alla sensibilità dimostrata dai poliziotti della Squadra Mobile che con tenacia e determinazione hanno condotto le attività d’indagine necessarie.

 

Il Dirigente della Squadra Mobile di Cuneo, dr. Marco Mastrangelo, sottolinea il rilevante contributo offerto dalla madre dell’amica che, per prima, ha raccolto le
confidenze della giovane vittima e ha subito segnalato l’accaduto alla Polizia di Stato. Un comportamento senza dubbio encomiabile che dimostra quanto sia importante la collaborazione tra i cittadini e le Forze di Polizia.

 

c.s.