Il viceministro Olivero ricorda Ciampi: “Uomo delle istituzioni con grandi visioni strategiche”

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E’ morto, all’età di 95 anni, Carlo Azeglio Ciampi: decimo presidente della Repubblica italiana dal 1999 al 2006. Durante il suo mandato, il 18 e 19 settembre 2003 visitò Cuneo, Boves e Borgo San Dalmazzo per ricordare la Lotta di Liberazione.

Accolto, come in ogni luogo dove andasse, dal calore di numerosi cittadini. Il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il cuneese, Andrea Olivero, lo ha voluto ricordare con questo messaggio.

 

Mi unisco al cordoglio della famiglia, del Parlamento e dell’talia tutta per la scomparsa del presidente Ciampi, al cui gruppo parlamentare mi onoro di appartenere. Due aspetti mi sembrano essenziali per comprendere la sua storia politica. Il primo: Ciampi, uomo delle Istituzioni, ma anche capace di grandi visioni strategiche (come dimostra l’ingresso nell’euro, di cui è stato il principale artefice) è stato il Presidente che ha valorizzato i simboli nazionali rendendoli cifre di appartenenza e di identità, inquadrandoli – e spingendo noi a intenderli – con uno spirito europeista e di grande respiro valoriale. Era lontano da un vuoto nazionalismo, pur credendo fermamente nella nostra identità. È questo un insegnamento ancora valido. E che anzi dimostra sempre di più la sua attualità. Un’ulteriore conferma giunge in queste ore dalle miserevoli parole di Salvini. Indicano lo squallore morale cui può arrivare il becero populismo e l’assenza di qualunque prospettiva istituzionale e forse anche politica. Il secondo aspetto riguarda la sua sensibilità e la sua attenzione nei confronti della società civile, dei corpi intermedi e del terzo settore. Ho conosciuto il Presidente Ciampi quando ero impegnato alla guida delle Acli, in tempi nei quali non tutti comprendevano il valore del terzo settore e del volontariato, confondendoli con una stampella del pubblico. Il Presidente, invece, guardava alle donne e agli uomini del terzo settore e del volontariato cercando di capire in quale modo aiutarli perché servissero al meglio il nostro Paese, nella loro piena autonomia civile. E anche in questo era un politico controcorrente e lucidissimo”.