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Unione Naz. Consumatori: sul canone Rai va rinviata scadenza di lunedì| Non ancora pubblicato decreto Mise che definisce i clienti residenti.

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L’Unione Nazionale Consumatori riferisce che riguardo al canone Rai va rinviata la scadenza di Lunedì per la dichiarazione, non è stato ancora pubblicato in Gazzetta il decreto Mise che definisce i clienti residenti. Violati i 60 giorni fissati dallo statuto del contribuente.

Entro lunedì gli italiani che ne hanno i requisiti devono inviare la Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato.

Peccato che regni ancora il caos e migliaia di persone non abbiano ancora capito se devono farla oppure no.

“Mancano solo 4 giorni alla scadenza ed i consumatori non sono ancora stati correttamente informati sull’autocertificazione da presentare all’Agenzia delle entrate.

Non è stato ancora nemmeno pubblicato il decreto Mise che stabilisce i presupposti per la dichiarazione, ossia la definizione di cliente elettrico residente” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Ricordiamo, infatti, che secondo il provvedimento del 24/3/2016 dell’Agenzia delle entrate “esclusivamente il titolare di utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale” può presentare l’autocertificazione.

Ma ad oggi, almeno ufficialmente, non essendo stato pubblicato il decreto Mise in Gazzetta, non si sa se i clienti domestici siano solo quelli a cui si applica la tariffa D2 o anche i D3, considerato che la tariffa D3, come denunciato dall’Unione Nazionale Consumatori fin dal 19 novembre scorso, è la più problematica, dato che viene applicata sia ai contratti stipulati nelle abitazioni di residenza con impegno di potenza superiore a 3 kW sia a quelli stipulati per le abitazioni non di residenza, che il canone Rai, invece, non devono pagarlo.

“Sono violati i diritti del contribuente, che avrebbe diritto a 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i provvedimenti di attuazione per presentare la dichiarazione. Invece, a 4 giorni dalla scadenza, ne manca ancora uno, quello del Mise che, guarda caso, era stato bocciato dal Consiglio di Stato” ha concluso Dona.

Per l’art. 3 della Legge n. 212/2000, infatti, meglio noto come Statuto del contribuente, “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

L’associazione ricorda che anche la definizione di cosa sia un televisore è entrata in vigore il 20 aprile, ossia ad appena 26 giorni dalla scadenza del 16 maggio.

 

 

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