Psichiatra, blogger, musicista e… centauro: le quattro vite del cuneese Valerio Rosso

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Parlare con Valerio Rosso è come sfogliare i capitoli di un libro: tutti contribuiscono alla stessa storia, rendendo ognuno la trama più complessa. È lo psichiatra e psicoterapeuta responsabile del Centro di salute mentale di Boves, l’arrangiatore musicale, il blogger di successo. Con “IDEA” ha approfondito i suoi molteplici interessi.

 

Inizierei parlando della sua pro-fessione principale, quella dipsi chiatra e psicoterapeuta: dico sa si occupa in particolare? «Sono il responsabile, per l’Asl, del Centro di salute mentale di Boves, dove ho a che fare soprattutto con patologie quali disturbo bipolare, schizofrenia, disturbi depressivi e sessuali: tutto ciò che riguarda la psichiatria ambulatoriale. Il Centro dispone di un reparto per lungodegenti dotato di venti posti letto. Ho la fortuna di lavorare con Francesco Risso, il nostro direttore di Dipartimento, molto noto a Cuneo. Infine sono consulente del Tribunale».

 

Veniamo al secondo capitolo della sua storia: quando ha varato il blog Psiconauta.org?

«È nato circa tre anni fa. All’inizio lo usavo come blocco per gli appunti su cui annotare i miei pensieri. Mi piace scrivere e su Psiconauta.org conservavo le mie opinioni formulate con taglio psichiatrico e psicologico, a commento di avvenimenti quotidiani o delle principali notizie di cronaca. Era un modo per rispondere anche ad alcune domande fatte dai pazienti con un linguaggio comprensibile a tutti e non troppo specialistico, in modo che i lettori potessero apprezzarlo. Avevo l’obiettivo di entrare in contatto con le persone, interfacciarmi con i “visitatori” nel modo migliore possibile, con una terminologia adeguata, offrendo spunti legati a patologie come l’ansia o i disturbi di personalità, in genere complessi da spiegare. Il blog ha funzionato bene e nell’arco di due anni sono arrivato a 500.000 letture: a quel punto ho pensato di strutturarlo in modo più professionale e oggi continua a essere molto apprezzato. Ho introdotto, oltre ai temi soliti inerenti alla psichiatria, anche la musica, mia seconda passione, e la moto. Talvolta, quando devo spiegare qualcosa ai miei pazienti, li invito alla lettura questi “appunti”».

 

Sappiamo che scrive musica, suona la chitarra e da poco è uscito anche un suo album. Ci racconta qualcosa di più?

 

«Il mio ultimo album è uscito a febbraio, si chiama “The burning life” ed è un’opera jazz. L’ho realizzato con alcuni amici e autoprodotto, ma mi sono appoggiato ad un produttore con cui lavoro da molti anni per la distribuzione sulle principali piattaforme musicali, tra le quali “Spotify”. I generi di cui mi occupo principalmente quando realizzo miei lavori sono jazz e soul, mentre ai tempi dell’Università ho lavorato come arrangiatore e compositore per conto di altri, trattando di musica dance e pop».

 

Da pochissimo è nato anche Roia.it, un nuovo blog.

«Sì, con la mia fidanzata Maria Luisa Ruberto, medico del 118, abbiamo iniziato un nuovo percorso. Sfruttando la comune passione per la moto e convinti che non si possa parlare ai motociclisti senza esserlo, intendiamo valorizzare la questione della sicurezza su strada sul blog che porta il nome della Valle tra Piemonte e Francia. Gli articoli trattano temi semplici, come le modalità di chiamata del soccorso, o più complessi, quali le tecniche di guida in sicurezza. Su “Roia” incentiviamo spesso la proposta della guida su pista ricordando che in provincia ne è presente una nei pressi di Busca, la quale offre un contesto sicuro per guidare in modo sportivo e divertente. Proviamo a inoculare questi messaggi ricorrendo a modalità accattivanti: il blog è amichevole, ricco di foto di iscritti e motociclisti ed è molto seguito. Nel cuneese sono numerosi gli appassionati di moto e purtroppo anche gli incidenti: vale la pena, dunque, considerare la pista come valida alternativa al percorso su strada. È possibile che nasca un sodalizio tra “Roia” e Motodastrada.it, testata giornalistica “on-line” che, malgrado sia un po’ di nicchia, sta ottenendo grande successo in Italia».

 

C’è un motivo in particolare che l’ha spinta a profondere energie per la sicurezza su strada?

«La mia compagna e io siamo appassionati motociclisti e lei, per via della sua professione, nel periodo da maggio a ottobre soccorre molte, troppe, vittime della strada: è stata sua per prima la scelta di avvicinarsi al motociclismo su pista e, insieme, ci siamo resi conto di quanto sia più sicuro e anche più divertente».

 

Quali sono i temi più seguiti sui suoi blog?

«Ha avuto grande successo un articolo sui traditori seriali. Gelosia, tradimento, anoressia, nuovi farmaci per l’ansia, sicurezza stradale, personalità patologiche sul lavoro e puntualità sono alcuni degli argomenti che più interessano. In realtà sono questioni affrontate da molti punti di vista, ma a mio parere gli psichiatri si espongono troppo poco per parlarne, mentre dovrebbero farsi “veicolatori” di informazioni precise. Il messaggio che deve fare riflettere è che chi, come noi, dovrebbe essere un tecnico della comunicazione, di solito se ne occupa poco se la si considera nel senso attuale del termine. Ho colleghi disinteressati a blog e social network, mentre noi psichiatri dovremmo essere i primi a conoscerli e a manovrarli correttamente. Occupandosi spesso di giovani, non ci si può astenere dall’approfondire i nuovi mezzi di comunicazione: a mio parere quella dei social network è un’importante frontiera di approccio alla gente».

 

Ha tanti interessi e altrettanti impegni: non ha mai la sensazione di trascurare qualcosa?

«Sono una persona molto attiva e il mio segreto è la passione per tutto ciò di cui mi occupo. Poi c’è il vero segreto: quello di non essere un gran dormiglione».

 

Debora Schellino

In foto Valerio Rosso con la compagna Maria Luisa

Parlare con ValerioRos so è come sfoglia-re i capitoli di un li -bro: tutti contribui-scono alla stessa storia, renden-do ognuno la trama più comples-sa. È lo psichiatra e psicoterapeu-ta responsabile del Centro di sa -lute mentale di Boves, l’arrangia-tore musicale, il blogger di suc -cesso. Con “IDEA” ha approfon-dito i suoi molteplici interessi. Inizierei parlando della sua pro-fessione principale, quella dipsi chiatra e psicoterapeuta: dico sa si occupa in particolare? «Sono il responsabile, per l’Asl,del Centro di salute mentale diBoves, dove ho a che fare soprat-tutto con patologie quali distur-bo bipolare, schizofrenia, distur-bi depressivi e sessuali: tutto ciòche riguarda la psichiatria ambu-latoriale. Il Centro dispone di unreparto per lungodegenti dotatodi venti posti letto. Ho la fortunadi lavorare con Francesco Rizzo,il nostro direttore di Diparti men -to, molto noto a Cuneo. Infinesono consulente del Tribunale». Veniamo al secondo capitolodel la sua storia: quando ha va -rato il blog Psiconauta.org?«È nato circa tre anni fa. All’ini -zio lo usavo come blocco per gliappunti su cui annotare i mieipensieri. Mi piace scrivere e suPsiconauta.org conservavo lemie opinioni formulate con ta -glio psichiatrico e psicologico, acommento di avvenimenti quo-tidiani o delle principali notiziedi cronaca. Era un modo per ri -spondere anche ad alcune do -mande fatte dai pazienti con unlinguaggio comprensibile a tuttie non troppo specialistico, in mo -do che i lettori potessero apprez-zarlo. Avevo l’obiettivo di entra-re in contatto con le persone, in -terfacciarmi con i “visitatori” nelmodo migliore possibile, con u -na terminologia adeguata, of -fren do spunti legati a patologiecome l’ansia o i disturbi dipersona lità, in genere complessida spie gare. Il blog ha funzionatobe ne e nell’arco di due anni sonoarrivato a 500.000 letture: aquel punto ho pensato di struttu-rarlo in modo più professionale eoggi continua a essere molto ap -prezzato. Ho introdotto, oltre aitemi soliti inerenti alla psichia-tria, anche la musica, mia secon-da passione, e la moto. Talvolta,quando devo spiegare qualcosaai miei pazienti, li invito alla let-tura questi “appunti”». Sappiamo che scrive musica,suona la chitarra e da poco èuscito anche un suo album. Ciracconta qualcosa di più?«Il mio ultimo album è uscito afebbraio, si chiama “The burninglife” ed è un’opera jazz. L’ho rea-lizzato con alcuni amici e auto-prodotto, ma mi sono appoggiatoa un produttore con cui lavoroda molti anni per la distribuzionesulle principali piattaforme mu -sicali, tra le quali “Spotify”. I ge -neri di cui mi occupo principal-mente quando realizzo miei la -vori sono jazz e soul, mentre aitempi dell’Università ho lavora-to come arrangiatore e composi-tore per conto di altri, trattandodi musica dance e pop». Da pochissimo è nato ancheRoia.it, un nuovo blog.«Sì, con la mia fidanzata MariaLuisa Ruberto, medico del 118,abbiamo iniziato un nuovo per-corso. Sfruttando la comune pas-sione per la moto e convinti chenon si possa parlare ai motocicli-sti senza esserlo, intendiamo va -lorizzare la questione della sicu-rezza su strada sul blog che portail nome della Valle tra Piemontee Francia. Gli articoli trattanotemi semplici, come le modalitàdi chiamata del soccorso, o piùcomplessi, quali le tecniche diguida in sicurezza. Su “Roia”incentiviamo spesso la propostadella guida su pista ricordandoche in provincia ne è presenteuna nei pressi di Busca, la qualeoffre un contesto sicuro per gui-dare in modo sportivo e diverten-te. Proviamo a inoculare questimessaggi ricorrendo a modalitàaccattivanti: il blog è amichevole,ricco di foto di iscritti e motocicli-sti ed è molto seguito. Nel cuneese sono numerosi gli appassiona-ti di moto e purtroppo anche gliincidenti: vale la pena, dunque,considerare la pista come validaalternativa al percorso su strada.È possibile che nasca un sodali-zio tra “Roia” a Motodastrada.it,testata giornalistica “on-line”che, malgrado sia un po’ di nic-chia, sta ottenendo grande suc-cesso in Italia».  C’è un motivo in particolare chel’ha spinta a profondere energieper la sicurezza su strada?«La mia compagna e io siamoappassionati motociclisti e lei,per via della sua professione, nelperiodo da maggio a ottobre soc-corre molte, troppe, vittime dellastrada: è stata sua per prima lascelta di avvicinarsi al motocicli-smo su pista e, insieme, ci siamoresi conto di quanto sia più sicu-ro e anche più divertente». Quali sono i temi più seguiti suisuoi blog?«Ha avuto grande successo unarticolo sui traditori seriali.Gelosia, tradimento, anoressia,nuovi farmaci per l’ansia, sicu-rezza stradale, personalità pato-logiche sul lavoro e puntualitàso no alcuni degli argomenti chepiù interessano. In realtà sonoquestioni affrontate da moltipunti di vista, ma a mio parere glipsichiatri si espongono troppopoco per parlarne, mentre do -vrebbero farsi “veicolatori” diinformazioni precise. Il messag-gio che deve fare riflettere è chechi, come noi, dovrebbe essereun tecnico della comunicazione,di solito se ne occupa poco se la siconsidera nel senso attuale deltermine. Ho colleghi disinteres-sati a blog e social network, men-tre noi psichiatri dovremmo es -sere i primi a conoscerli e a ma -novrarli correttamente. Oc cu -pan dosi spesso di giovani, non cisi può astenere dall’approfondirei nuovi mezzi di co municazione:a mio parere quella dei social net-work è un’importante frontieradi approccio alla gente». Ha tanti interessi e altrettantiimpegni: non ha mai la sensa-zione di trascurare qualcosa? «Sono una persona molto attiva eil mio segreto è la passione pertutto ciò di cui mi occupo. Poi c’èil vero segreto: quello di non es -sere un gran dormiglione».