Bra-Acqui 1-0, Gardano: “Vittoria dedicata a Dimasi” | Recrimina Buglio: “Abbiamo reagito ma non ci è stato concesso ciò che meritavamo”

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Ritorno al successo per il Bra, che dopo una crisi lunga 52 giorni è tornato a vincere contro l’Acqui, sfatando anche il tabù casalingo (ultima gioia in casa il 29 novembre 2015) con un gol di rapina del solito Ferrario.

 

Tira un sospiro di sollievo Massimo Gardano, presentandosi in sala stampa nel dopopartita: “Da quando sono a Bra, la partita con l’Acqui è sempre stata difficile. Per questo e per altre evidenti ragioni sapevamo che non era facile. È un successo che ci dà innanzitutto i tre punti, che, come avevo ripetuto in questi due giorni ai ragazzi dovevano essere ottenuti in ogni modo, e poi anche un pizzico di fiducia e di entusiasmo in più. Per analizzare a fondo il match occorre tenere conto della situazione in cui siamo arrivati alla gara: eravamo reduci da tre sconfitte, di cui due patite per gol arrivati negli ultimi minuti di gioco. Sfido qualsiasi delle 172 squadre della Serie D attuale a reagire ad una realtà di questo tipo. Non era quindi facile mentalmente e penso che l’andamento dell’incontro l’abbia dimostrato, dal momento che, paradossalmente, abbiamo sofferto di più negli ultimi 2’ che non in tutto il resto della gara. Detto questo, sono contento per i ragazzi, perché sin da lunedì, a parte un po’ di fisiologico scoramento, hanno dimostrato di avere voglia di rialzarsi dopo l’ennesima batosta: sono loro che sudano in settimana ed è a loro che viene richiesto sempre il risultato, quindi bene così. A volte, il lavoro non basta, perché, come in qualsiasi situazione della vita, serve anche un’altra componente, la fortuna, e questa fin qui ci ha voltato spesso le spalle. Penso che, una volta rimessici in carreggiata, potremmo ancora dare fastidio a molti”.

 

Infine, un commento su due ragazzi importanti per la squadra: “Innanzitutto, sono felice per Carlo (Ferrario, ndr) e per i suoi venti gol, che mi riempiono di orgoglio, dal momento che l’ho voluto fortemente io. È la dimostrazione chiara di come il lavoro paghi: arrivato il 25 luglio, si è subito messo a disposizione del gruppo, cercando di dare e non pretendendo solo di ricevere. La dedica oggi va però a Luca Dimasi, che non ha preso parte al match per la morte del padre: un evento di questo tipo a 19 anni penso che sia segnante e quindi il mio pensiero va a lui”.

 

Fa eco al tecnico anche Ferrario: “Oggi la squadra vuole stringersi attorno a Dimasi e dedicare a lui questo successo tanto cercato da tutti. I venti gol? Mi rendono ovviamente felice ma io penso soprattutto ad allenarmi ed a fare bene per la squadra, che aveva tanto bisogno di una vittoria. Non era facile vincere ma siamo stati bravi. Negli ultimi mesi forse è subentrato anche qualche fastidio psicologico ma ci siamo sempre e comunque allenati al massimo per tornare ad esultare”.

 

Rammarico e qualche recriminazione, infine, dalle parole di mister Francesco Buglio: “Sugli episodi per i quali l’Acqui ha protestato preferisco che siano i giornalisti a giudicare. A mio parere sia il gol non dato che il rigore non assegnato, con l’arbitro a pochi metri di distanza dall’azione, erano evidenti. Detto questo, ho fatto i miei complimenti ai ragazzi, perché siamo una squadra giovane ma siamo stati bravi a reagire al meglio dopo lo svantaggio. Se, però, non ci viene dato ciò che costruiamo e meritiamo diventa difficile. Abbiamo osato poco? Non ho rimpianti perché il gruppo a mia disposizione è questo: i ragazzi hanno giocato come dovevano, gestendo come hanno potuto una squadra, che, a livello di uomini, era certamente superiore, soprattutto nel reparto offensivo. Peccato per la rete subita, nata da un infortunio di Severino: era una partita da pareggio”.

 

Carlo Cerutti