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Il “caso Paschiero” non è finito. Cuneo durissimo: “Un grave danno d’immagine”

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Sabato 8 novembre 2014 – Ore 21.40 – Il “caso Paschiero” non è finito e, probabilmente, proseguirà per vie ufficiali in sedi non solo sportive. Il Cuneo non ci sta e, dopo le polemiche di questa settimana, prende posizione duramente, in particolare sulle accuse di discriminazione sessuale per una ipotetica (ma non confermata o provata) frase che sarebbe stata pronunciata da un dirigente (non specificato) del club biancorosso.

Ecco il comunicato stampa del club di Corso Monviso, firmato dal Presidente Marco Rosso:

 

In riferimento alle accuse pesanti, offensive e diffamatorie comparse nell’ultima settimana su diversi organi d’informazione, secondo cui un dirigente dell’A.C. Cuneo 1905 avrebbe commentato la questione dello spostamento della partita del Cuneo Calcio Femminile dallo Stadio F.lli Paschiero al campo sintetico del Parco della Gioventù con l’affermazione «Tanto sono solo donne», l’A.C. Cuneo 1905 smentisce fermamente che tale commento sia stato mai proferito da un proprio dirigente e si rammarica per l’ampia diffusione ricevuta da una notizia che risulta completamente priva di fondamento.

L’A.C. Cuneo 1905 si riconosce da sempre nei valori costitutivi dello sport, ponendo al centro della propria attività lo sforzo educativo e la pratica del rispetto reciproco. I numerosi piccoli calciatori che fanno parte del settore giovanile e le loro famiglie sono consapevoli, facendone esperienza quotidiana, di quanto il rifiuto di ogni forma di discriminazione (razziale, sessuale, politica, religiosa…) sia ritenuto fondamentale dalla società di cui rappresentano i colori. L’infondata diffamazione diffusa nei giorni scorsi si configura pertanto come un attacco rivolto a una realtà che proprio in virtù del suo ruolo educativo e formativo è diventata, nel corso di più di un secolo di attività, un punto di riferimento fondamentale nel panorama calcistico regionale e nazionale. Un attacco che risulta ancor più incomprensibile se si tiene conto del rispetto e della stima che l’A.C. Cuneo 1905 nutre da sempre nei confronti del movimento calcistico femminile, delle sue interpreti, delle tifose e dei tifosi tutti.

Stupisce che nessun organo di informazione che si è speso nel dare ampio risalto a tale notizia diffamatoria si sia premurato di interpellare l’A.C. Cuneo 1905 per verificarne quanto meno l’attendibilità, prima di scatenare la prevedibile polemica conseguente la sua diffusione addirittura a livello nazionale.

Stupisce che i dirigenti e i rappresentanti del Cuneo Calcio Femminile non abbiano preso le distanze da tale denigratoria diffamazione e che anzi ne abbiano a più riprese promosso, condiviso e supportato la diffusione.

Alla luce di questi fatti, l’A.C. Cuneo 1905 ritiene di aver subito un grave attacco e un considerevole danno di immagine, e ha quindi già dato incarico al proprio legale, Avv. Enrico Gallo, di tutelare la società di fronte alle Autorità competenti, valutando la possibilità di presentare opportuna querela innanzi alla Procura della Repubblica.

Il Presidente
Marco Rosso

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