Oltre 100 furti in abitazione in quattro province: 7 persone in manette

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Indagate altre 6 persone per riciclaggio, ricettazione e furto aggravato

Mercoledì 25 giugno – 12.00

Giovani, spregiudicati e, all’occorrenza, violenti, con disponibilità di alloggi, autovetture, utenze telefoniche intestate a terzi e la complicità di familiari e conoscenti disposti ad occultare, custodire e rivendere oggetti, preziosi ed ogni altro genere di beni provento dei loro innumerevoli raid predatori.

Queste le caratteristiche di una banda di criminali composta da cittadini albanesi e rumeni che in orario serale e notturno si introducevano in private abitazioni anche in presenza dei proprietari, scavalcando recinzioni, arrampicandosi sulle grondaie, forzando gli infissi o praticandovi fori nelle intelaiature per introdurvi ferri sagomati idonei ad azionare le maniglie interne.

 

A stroncare tale preoccupante ondata di furti e rapine una complessa operazione denominata “Bisanzio” condotta dai militari del Reparto Operativo dei Carabinieri di Cuneo che nei giorni scorsi hanno eseguito l’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cuneo nei confronti di 11 persone (10 cittadini albanesi ed una cittadina rumena ) responsabili di associazione per delinquere, rapine e furti pluriaggravati in abitazione, riciclaggio e furti/ricettazioni di autovetture, oggetti e preziosi.

 

Come sovente accade, l’indagine è partita da un fatto apparentemente banale: nello scorso mese di Ottobre 2013, personale della Questura di Varese ferma per un normale controllo un’autovettura con a bordo due albanesi, B.Z. 34enne e di M.L.27enne. Dalla successiva perquisizione vengono rinvenuti un personal computer e un tablet, provento di furti in abitazione in Saluzzo e Manta, e i due vengono denunciati in stato di libertà per ricettazione. Appreso l’episodio, gli investigatori del Reparto Operativo di Cuneo, coadiuvati dai colleghi di Saluzzo, decidono di svolgere più approfonditi accertamenti. Informato il Pubblico Ministero, inizia un’indagine che si fa via via sempre più complessa. I due albanesi, domiciliati nella “Granda”, vengono sorvegliati con estrema circospezione, e in breve emerge che gli stessi appartengono ad un più ampio gruppo di malviventi che batte a tappeto la provincia di Cuneo e quelle limitrofe perpetrando un’impressionante serie di furti.

L’apice della loro azione criminale viene raggiunto il 20 aprile 2014 (ricorre la Santa Pasqua) con la commissione di una violenta rapina pluriaggravata con sequestro di persona: alle 4 circa, cinque uomini travisati con passamontagna calati sui volti, si introducono nell’abitazione di una famiglia in Monasterolo di Savigliano (che raggiungono provenienti da Torino a bordo di un’autovettura rubata), percuotono con pugni e calci il capo famiglia, lo immobilizzano e minacciano di morte puntandogli al corpo un grosso coltello da cucina e con la stessa ferocia si rivolgono nei confronti di sua moglie e della figlia dodicenne per appropriarsi di monili in oro e denaro contante, allontanandosi dopo aver legato le vittime con cavi elettrici. 

 

Ma le indagini dimostrano che già nella tarda serata del 14 novembre 2013, i cinque malviventi sorpresi dal proprietario nel giardino dopo la commissione di un furto nella sua abitazione in Ceva non avevano esitato a puntargli un grosso coltello da cucina all’addome pur di garantirsi la fuga. Nei numerosissimi raid predatori è consolidato il loro modus operandi: gli esecutori materiali si avvicinano ai luoghi di commissione del reato accompagnati in auto da un complice, quindi raggiungono gli obiettivi da depredare a piedi coprendo distanze talvolta considerevoli ( come accade ad esempio il 10 gennaio, in pieno inverno, quando percorrono a piedi oltre 10 km spostandosi dall’abitato di Revello a quello di Saluzzo, addirittura guadando il fiume Po ). Una volta portata a termine l’azione criminale, i ladri vengono recuperati dallo stesso conducente o da altri complici incaricati di transitare sulle strade scelte per il rientro onde verificare l’eventuale presenza di Forze di polizia. In altri casi raggiungono gli obiettivi a bordo di mezzi pubblici per essere poi recuperati dai loro sodali con veicoli privati, o rubando in loco autovetture di cui si servono per rientrare alle basi di partenza.
Al centro dell’inchiesta – oltre ai citati BZ e ML – ci sono la 23enne rumena AM ed il 22enne albanese XJ. Altre 4 persone  (una donna rumena ed una italiana, nonché due uomini albanesi ) dovranno rispondere del reato di ricettazione e concorso in furto aggravato.

 

Le indagini si sono rivelate particolarmente complesse poiché di volta in volta ad agire sono “squadre” diverse, che si compongono repentinamente nell’imminenza dell’azione ed i cui appartenenti sono particolarmente sfuggenti poiché privi di regolari documenti di soggiorno ed adusi a spostarsi con impressionante dinamicità tra località della provincia di Cuneo, Savona, Alessandria e Torino, disponendo di diverse dimore (in Savigliano, Torino e Cairo Montenotte), utenze telefoniche ed autovetture, rientrando periodicamente nel paese di origine per trasferirvi i profitti delle loro illecite attività o perché ripetutamente espulsi. Ma, a loro insaputa, il Pubblico Ministero Dott. Attilio Offman e i militari del Reparto Operativo di Cuneo (coordinati dal Ten. Col. Roberto Gonella ed agli ordini del Cap. Michele Grigoletto ) con tenacia e determinazione hanno dipanato l’intricata matassa di furti, testimonianze, autovetture, complicità, movimenti e squadre ad assetto variabile: occorrono otto mesi di serrate indagini, ma alla fine il quadro indiziario è schiacciante per sostenere nei confronti di 11 persone l’adozione della custodia cautelare in carcere che il GIP del Tribunale di Cuneo accoglie contestando agli indagati l’associazione per delinquere.

Viene dimostrata infatti l’esistenza di una struttura stabile funzionalmente destinata alla commissione di una serie indeterminata di delitti e di un vasto programma criminoso in cui ricorrono gli stessi indagati con costante ripartizione dei ruoli tra i concorrenti. Risultano contestati complessivamente oltre 100 delitti (oltre alle due rapine ed ai numerosissimi furti pluriaggravati in abitazione, sono loro addebitati anche un furto in un insediamento produttivo nonché furti e ricettazioni di almeno sei autovetture).  

 

Dal Comando Provinciale di Corso Soleri viene espressa soddisfazione per l’esito della pregevole operazione che ha consentito di debellare un sodalizio criminale estremamente pericoloso nella commissione dei reati predatori, in particolare nell’odioso fenomeno dei furti in abitazione che nella comunità destano particolare allarme sociale. I delitti scoperti in tale operazione costituiscono infatti il 25% circa dei furti in abitazione in arco serale e notturno complessivamente denunciati ai Comandi dell’Arma dei Carabinieri della provincia di Cuneo nel periodo di attività della banda: in tali fasce orarie risultano denunciati circa 440 furti in abitazione tra la fine del 2013 e il mese di maggio 2014.  

 

Elenco località colpite:

    •    Bra
    •    Busca
    •    Cairo Montenotte (SV)
    •    Cavallermaggiore
    •    Ceva
    •    Cengio (SV)
    •    Cosseria (SV)
    •    Costigliole Saluzzo
    •    Ceva
    •    Cherasco
    •    Dego (SV)
    •    Denice (AL)
    •    Dronero
    •    Fossano
    •    Genola
    •    Lagnasco
    •    Magliano Alpi
    •    Manta
    •    Marene
    •    Monasterolo di Savigliano
    •    Niella Tanaro
    •    Pallare (SV)
    •    Piasco (TO)
    •    Pinerolo (TO)
    •    Piscina (TO)
    •    Plodio
    •    Revello
    •    Roccabruna
    •    Santa Vittoria d’Alba
    •    Savigliano
    •    Trinità
    •    Venasca
    •    Verzuolo
    •    Villafalletto  
    •    Villar San Costanzo
    •    Volpiano (TO)

 

Redazione