Home Idea News Cronaca Racconigi: in manette stalker incallito

Racconigi: in manette stalker incallito

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L’uomo è stato sorpreso nell’abitazione della moglie, dopo l’ennesimo maltrattamento

Lunedì 31 marzo – 9.30

Nel mese di febbraio una donna si era presentata presso l’ospedale di Savigliano lamentando un forte dolore ad un braccio. Nel corso della visita all’interno del Pronto soccorso la donna era stata avvicinata dal marito che l’aveva colpita con un pugno al volto per poi dileguarsi.

La donna nel frattempo, è stata ricoverata per una sospetta frattura al braccio e il giorno dopo l’uomo si ripresentato in ospedale e l’ha nuovamente colpita con un pugno al volto, sempre alla presenza di altri pazienti e infermieri, per poi dileguarsi. In entrambe le occasioni l’uomo è riuscito a far perdere le proprie tracce e ad eludere un un eventuale controllo da parte dei militari intervenuti.
I militari della Stazione di Racconigi coadiuvati da quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Savigliano hanno perciò attivato le previste misure a protezione della vittima, conducendola in una località protetta, informando la competente A.G. e notificando l’ammonimento da parte del Questore all’uomo che nel frattempo si era allontanato dal Piemonte. L.Q. di origini calabresi, 32enne e residente a Racconigi, nel mese di gennaio era stato scarcerato dopo circa sei anni trascorsi in carcere per un tentato omicidio.

 

Nonostante tutto LQ ha continuato a picchiare la moglie che nel frattempo era tornata a casa e in due circostanze ad Asti e a Torino è stato fermato dalle Forze di Polizia chiamate dai cittadini allarmati dalle urla della donna. Il GIP di Torino all’inizio del mese di marzo, per un episodio avvenuto in quel Comune, aveva disposto il divieto di avvicinamento alla donna.
LQ ha continuato ad ignorare tutti i provvedimenti emessi nei suoi confronti e domenica 24 marzo è stato sorpreso, dopo che si era introdotto abusivamente, all’interno dell’abitazione della moglie, dopo l’ennesima notte di violenza. All’atto dell’arresto LQ ha opposto una violenta resistenza nei confronti dei militari al fine di sottrarsi al controllo.

 

L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per il reato di maltrattamenti, atti persecutori e resistenza a Pubblico Ufficiale: l’arresto il 26 marzo è stato convalidato ed è stata disposta la misura cautelare in carcere. Il 27 marzo, inoltre, a LQ è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in relazione ai reati precedentemente commessi.

 

L’uomo era ben conscio dei rischi che correva e che un eventuale intervento dei carabinieri gli avrebbe riaperto le porte del carcere ed è per questi motivi che si muoveva senza utilizzare telefoni cellulari e utilizzando mezzi pubblici. Ogni volta che colpiva la donna spariva per alcuni giorni per poi ripresentarsi e terrorizzarla”, spiega il Capitano Gioffreda.

 

Redazione

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