Il CPIA e le scuole superiori di Alba e Mondovì presentano il nuovo biennio sperimentale

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Dalla collaborazione del CPIA di Alba (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) con gli istituti superiori di Alba e Mondovì, nasce un nuovo biennio sperimentale rivolto a tutti gli adulti inoccupati, i lavoratori, i pensionati e gli studenti dai 16 anni di età intenzionati a concludere un percorso di studi precedentemente interrotto. La proposta formativa, presentata questa mattina in videoconferenza con i presidi e i professori dei vari istituti, è composta da un primo anno che prevede l’insegnamento di materie generali presso le sedi del CPIA a cui segue un secondo anno dove sono proposte materie professionalizzanti, impartite presso le scuole serali del territorio.

Credo che quello che abbiamo ottenuto come scuole albesi sia una un risultato estremamente positivo – ha detto la preside Antonella Germini dell’Istituto Umberto I – siamo riusciti a garantire continuità al sistema di formazione degli adulti senza creare una competizione tra i vari istituiti, raggiungendo invece una piena sinergia.

Sono profondamente soddisfatta delle condivisione di intenti, perché il nostro scopo è quello di favorire la formazione e di offrire opportunità formative al mondo degli adulti e a quei giovani che si sono smarriti durante il percorso diurno” ha proseguito Valeria Cout, dirigente scolastico dell’Istituto Einaudi.

I percorsi di formazione proposti sono cinque, tutti legati alle esigenze del territorio e spaziano dal settore agroalimentare a quello delle telecomunicazioni (qui tutti i corsi nel dettaglio). Una didattica intesa sotto una forma differente quindi che intende fornire una formazione specializzante e offrire così agli studenti adulti la possibilità di conseguire un titolo di studio che permetta loro di ampliare le prospettive lavorative. “Abbiamo cercato di venire incontro alle esigente dei corsisti, che nella maggior parte dei casi sono lavoratori e fanno sacrifici enormi per portare a termine gli studi, perché devono conciliare lo studio con il lavoro e con le proprie esigenze familiari” ha detto il prof. Mauro Becattini.

Nonostante il percorso abbreviato, i livelli che si possono raggiungere sono ragguardevoli. Come ricorda il professor Talarico, negli scorsi anni non sono mancati studenti eccellenti: “è capitato che in questi percorsi serali si addentrino persone che sono alla ricerca di una seconda possibilità e che la sappiano cogliere.” Diversi, infatti, i diplomati con il massimo dei voti e altrettanti quelli che hanno deciso di intraprendere un percorso universitario.