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Consorzio Alta Langa «con lo spirito Ancalau»

La presidente Mariacristina Castelletta felice per il Premio: «Lo dedichiamo a quelle persone che furono capaci di osare, così rivalutando un territorio»

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Al Consorzio Alta Langa andrà il Pre­mio Ancalau 2024. Il 23 giugno nel decennale del Premio dell’Alta Langa l’importante riconoscimento sarà assegnato alla sempre più affermata eccellenza del territorio frutto esemplare di un’autentica «mentalità ancalau».
Alta Langa è oggi il nome di un successo in espansione. Dovunque si bevano bollicine quel nome evoca qualità, scrupolo, territorio, tradizione. Il Consorzio Alta Langa è nato nel 2001, ad Asti, dopo oltre 10 anni di ricerche e studi approfonditi e metodici sulla vocazionalità dell’area, per riunire viticoltori e produttori coinvolti nello sviluppo di un vino, di una denominazione e di un territorio. Tutti legati da una grande scommessa: quella di un metodo classico che non sarà pronto prima di sei anni dall’impianto dei vigneti e che per questo deve costantemente essere valorizzato e tutelato. Il ruolo del Con­sorzio è quello di garante del disciplinare di produzione e promotore della denominazione.
Soddisfatta del riconoscimento la presidente del Consorzio Mariacristina Castelletta: «L’Al­­ta Langa nasce da un patto fra gentiluomini, viticoltori e produttori di bollicine. Queste persone erano ambiziose, con una visione lungimirante e con un grande orgoglio piemontese e hanno sicuramente osato. Questo è stato l’inizio di ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda il nostro territorio, l’Alta Langa ha portato la viticoltura di qualità dove non esisteva, ha trasformato una zona che non aveva vocazione enologica in una meta, ha radicalmente cambiato la qualificazione dei terreni dove le prospettive era­no molto limitate, aumentando il valore fondiario delle aziende agricole. Come Con­sorzio siamo molto grati a quelle persone che hanno scommesso e alle quali dedichiamo il Premio Ancalau, perché furono capaci di osare, di essere proprio dei veri “ancalau”».
Ettore Secco, sindaco di Bosia e Silvio Saffirio, presidente dell’associazione culturale An­calau: «Il Premio Ancalau pone in evidenza le realtà più dinamiche del territorio, quelle che contengono grandi promesse di futuro. Nel caso del Consorzio Alta Langa si tratta di un riconoscimento oltremodo meritato che onora il Premio Ancalau stesso».
Alta Langa è il frutto dell’intesa leale tra viticoltori e produttori che osarono, sulla base di una stretta di mano, iniziare una lunga sperimentazione per individuare i suoli vocati, i cloni ideali e le tecniche produttive più idonee per elaborare uno spumante metodo classico capace di onorare la peculiare tradizione del «me­todo classico più antico d’Italia», nato proprio in Pie­monte a metà del 1800. Una denominazione dalla produzione contenuta, ma con una storia molto lunga: infatti fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle «Catte­dra­li Sotterranee» oggi riconosciute Patrimonio dell’U­manità Unesco.
Il Consorzio vanta attualmente oltre 70 Case spumantiere aderenti, 440,5 ettari di vigneti e 3.200.000 bottiglie prodotte (vendemmia 2023). Nel 2002, l’Alta Langa ottiene anche il riconoscimento come prima Doc piemontese dedicata al metodo classico. Un vero e proprio traguardo enologico con l’obiettivo di far crescere il territorio nel rispetto della grande storia vinicola che lo contraddistingue, portando la vigna dove un tempo era marginale per riuscire a valorizzarne al meglio l’unicità nel pieno rispetto delle singole entità produttive. Nel 2011 l’Alta Langa otterrà la Docg retroattiva al millesimo 2008.
Caratteristica distintiva del­l’Alta Langa è quella di essere prodotto con uve Pinot nero e Chardonnay, in purezza o insieme, esclusivamente millesimato: ogni etichetta riporta infatti l’anno della raccolta delle uve. Può essere bianco o rosé, brut o pas dosé ma avrà sempre, come prevede il rigoroso disciplinare, non meno di 30 mesi di affinamento sui lieviti. L’Alta Langa bianco ha sfumature da giallo paglierino a oro intenso e aromi che ricordano la frutta bianca e gli agrumi con sentori di crosta di pane. Al palato è armonico, caratterizzato da una delicata sapidità. L’Alta Langa rosé ha un colore rosa cipria o più marcato quando è giovane, l’in­tensità aromatica tipica del Pinot Nero, con profumi che spaziano dal pompelmo alle spezie, un gusto equilibrato, ampio e lungo in cui si ritrova la sapidità caratteristica del­l’Alta Langa Docg.
La zona di origine dello spumante Alta Langa è situata nella fascia collinare del bas­so Piemonte alla destra del fiu­me Tanaro e comprende 149 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo. I terreni collinari su cui coltivare i vitigni di Pinot nero e di Chardonnay devono essere marnosi, calcareo-argillosi, con una fertilità moderata. I vigneti possono essere posizionati solamente in collina, l’altezza minima deve essere di 250 metri sul livello del mare; sono assolutamente vietati i terreni di fondovalle e umidi. Il Disciplinare prevede che ogni vigneto sia composto da almeno 4.000 ceppi ad ettaro (10.000 metri quadrati). I vigneti, allevati con la controspalliera bassa, sono potati con il Guyot tradizionale o il cordone speronato. La produzione delle uve non può superare le 11 tonnellate per ettaro e la resa in mosto di tutte le frazioni della pressatura deve essere inferiore al 65 per cento così da ricavare esclusivamente la parte derivante dalla polpa.

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