Annullate le norme urbanistiche regionali, molti cittadini piemontesi rischiano di diventare “abusivi”.

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É il caso dell’articolo della legge regionale 7/2022 sul recupero dei sottotetti, che stabiliva che dopo tre anni dalla costruzione di un edificio fosse in automatico possibile recuperare il sottotetto per fini abitativi.

Brutta notizia per l’edilizia in Piemonte. La presidenza del Consiglio dei ministri ha presentato ricorso contro la proposta del Piemonte sul recupero dei sottotetti e l’ha vinto. L’annullamento della legge 7 del 2022 porta con se anche quello della precedente legge 16 del 2018.

Significa, in estrema sintesi, che la Regione non ha più una legge che normi il recupero dei sottotetti e inoltre che tutti gli interventi in corso rischiano di diventare abusi edilizi.

Un vero problema che sta arrivando sulla testa di tanti piemontesi onesti che, sulla base delle leggi in vigore, si sono presentati nei Comuni e hanno chiesto delle autorizzazioni. Tutto lavoro sprecato e tanti cittadini rischiano di dover pagare delle sanzioni.

Serve una nuova legge sul recupero dei sottotetti, ma potrebbero volerci mesi perché con ogni probabilità dovrà essere il nuovo Consiglio regionale ad occuparsene. Nel frattempo i cittadini con i cantieri aperti che faranno?

Sempre di questi giorni è la questione delle regole sulle fasce di rispetto intorno ai cimiteri. La legge regionale 10/2024 abroga un comma di una legge del 2013 che permetteva di mantenere il limite della fascia a 50 mt, invece di averla a 200 mt, come prevede una legge del 1977 che ritorna così ad essere operativa.

Un bel pasticcio che blocca tutte le nuove costruzioni comprese in aree oltre i 50 mt ma dentro i 200, a meno che non siano già firmate delle specifiche convenzioni.

É ormai evidente che il limite di 200 mt per la fascia di rispetto dei cimiteri sia anacronistico perché da quando Napoleone ha portato i camposanti fuori dalle città per motivi igienici, la situazione sociale é del tutto mutata e oggi avere un edificio vicino al cimitero non é più un pericolo per la salute pubblica.

L’urbanistica è materia delicata che poco o nulla si concilia con le semplificazioni estreme e men che meno con le forzature dal sapore propagandistico. Caro presidente Cirio serve maggior attenzione nel legiferare poiché, in caso di errore, l’impatto sui cittadini è fortissimo.

Mauro Calderoni

Sindaco di Saluzzo

Segretario provinciale PD Cuneo