Un ponte tra i ragazzi del Liceo e i bambini della scuola Collodi

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I primi sono stati in febbraio gli studenti del liceo, quelli della classe 4a B dell’indirizzo Scienze Umane, a trasferirsi armi e bagagli per un’intera settimana presso la Scuola dell’Infanzia “Collodi” dell’I.C. Sacco. E poi è invece toccato ai giovani studenti della Collodi fare il percorso inverso, migrando verso l’Ancina a ridosso di Pasqua.

Le attività dispiegate sono state davvero tante e significative per un’esperienza che ha lasciato il segno in tutti i partecipanti: nella settimana alla “Collodi”, l’opportunità per i liceali era quella, per loro strategica, di vivere sul campo e toccare con mano il mondo dell’educazione, una realtà di sicuro interesse per chi frequenta le Scienze Umane, l’indirizzo liceale che ha raccolto l’eredità di quello che un tempo si chiamava “Istituto magistrale” conservandone e anzi potenziandone la vocazione formativa e pedagogica. Un autentico tirocinio, insomma, valido per l’orientamento e per quelle esperienze che vanno oggi sotto il nome di PCTO e che devono facilitare i ragazzi nella scelta consapevole del proprio futuro scolastico e professionale.

Ma non sono mancate occasioni d’interazione e collaborazione anche per i bambini dell’asilo, i quali durante la permanenza presso il Liceo hanno svolto attività di gruppo organizzate in postazioni di lavoro separate, guidati da ragazzi più grandi che già conoscevano nella realizzazione di manufatti e lavori a sfondo pasquale (coniglietti e pulcini) e nella creazione collettiva di un cartellone intitolato “Pasqua Insieme”.

Un’esperienza davvero ricca, secondo Sarah Conte e Angela Tallone, docenti dell’Ancina che hanno seguito le attività per il liceo e sottolineano “l’utilità di attività didattiche come queste, particolarmente innovative e coinvolgenti, che hanno consentito una collaborazione, virtuosa nei due sensi, tra bambini della Scuola dell’Infanzia e i ragazzi del liceo: motivo in più per esprimere la nostra sincera gratitudine alle colleghe maestre Roberta, Marina e Michela, senza la cui preziosa collaborazione nulla di tutto questo sarebbe stato possibile”.