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«Dal rio Misureto via alla prevenzione degli allagamenti»

Abbiamo intervistato Massimo Reggio, Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Alba: «Bisogna investire in questa direzione per adattarsi ai cambiamenti climatici»

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La difesa dal rischio idrogeologico occupa un ruolo di primo piano nelle attività politico-amministrative della Città di Alba. Per fronteggiare i temporali intensi che provocano disagi e allagamenti, l’Amministrazione guidata dal sindaco Carlo Bo mette in campo da anni – con il sostegno della Regione e anche in collaborazione con il Sisi – una serie di interventi mirati. In quest’ottica si colloca, ad esempio, l’ambizioso progetto per la sistemazione del rio Misureto: un’opera essenziale, da concludere entro il 2024, resa possibile da un importo totale di 2,5 milioni di euro. Per fare il punto su questo intervento e su tutte le altre iniziative finalizzate alla difesa del territorio albese, Rivista IDEA ha intervistato l’Assessore alle Opere Pub­bliche del Comune di Alba, Massimo Reggio.

Assessore, come procede il progetto per la sistemazione del rio Misureto?
«Tutto procede come da programmazione. Si tratta di un progetto molto articolato, che prevede diverse fasi distinte tra loro. In questo momento è stato costruito il primo pozzo per inserire la trivella, che partendo dal fondo di via Misureto scaverà la galleria verso il torrente Cherasca spingendo con sé un tubo dal diametro di 1,80 metri. Suc­cessivamente la trivella sarà reinserita nel pozzo e andrà avanti fino a corso Langhe per un totale di circa 350 metri di lunghezza».

Quali saranno poi le tappe successive?
«Quando la trivella inizierà ad andare verso corso Langhe ad un certo punto dovrà essere costruita la camera di estrazione, che è proprio di fronte all’Enologica, nell’incrocio tra corso Langhe e corso Enotria. Lì ci sarà un impatto sulla viabilità, come già accaduto durante la scorsa estate. Come allora abbiamo cercato di programmare e incastrare tutte le fasi dei lavori a scuole ferme, in modo tale che l’impatto sia sostenibile dal punto di vista del traffico cittadino».
La conclusione dei lavori dovrebbe avvenire entro l’autunno.
«Sì, entro la fine del 2024 ci sarà sicuramente la fine dei lavori».

Qual è, in definitiva, l’obiettivo di questi interventi?

«L’intervento è sostanzialmente finalizzato a risolvere il problema degli allagamenti causati dal rio Misureto, dovuti alla limitata capacità di portata dello stesso nel tratto intubato sotto corso Lan­ghe. I temporali, sempre più violenti e intensi, creano i noti problemi di allagamento, che potrebbero essere ancor più gravi se non venissero eseguiti costanti interventi di manutenzione, come la pulizia delle vasche di monte per la trattenuta del materiale, che sono state completamente liberate in questi mesi. La nuova tubazione raddoppia la capacità attuale di portata del rio Misureto nel tratto terminale. Dopo questi lavori è previsto un secondo lotto con cui l’intervento diventerà completamente risolutivo, ma questo primo lotto è già migliorativo, e di molto, rispetto alla situazione attuale».

Quando è previsto l’intervento sul secondo lotto?
«Abbiamo già fatto redigere il progetto del secondo lotto da 1,9 milioni di euro; è stato candidato a finanziamento ed è già in graduatoria, ma per ora non ancora ammesso a finanziamento. Il secondo lotto arriverà fino a metà di corso Enotria e quindi intercetterà le acque e le dividerà prima che entrino nel tratto tra le case e nel tratto intubato, risolvendo quindi definitivamente la problematica».

La difesa dal rischio idrogeologico sta coinvolgendo an­che altre aree della città. Si sta intervenendo, in particolare, sulla pulizia dei corsi d’acqua.
«La manutenzione dei corsi d’acqua è costante. Ogni anno dedichiamo una quota parte degli oneri di urbanizzazione proprio per la loro pulizia. Quest’anno inoltre abbiamo ottenuto un finanziamento dalla Regione di 150mila euro – al quale abbiamo ag­giunto altri 150mila euro come Comune – per un intervento di disalveo del torrente Riddone. Si tratta di un intervento straordinario, che prevede l’esportazione e lo smaltimento di tutti i sedimenti».

Un’altra misura riguarda – come nel caso del rio Mi­sureto – i canali scolmatori. Qual è la loro importanza?
«L’importanza dei canali scolmatori è assolutamente strategica. Durante i temporali intensi infatti i corsi d’acqua principali non vanno in crisi, ma va in crisi il reticolo minore costituito da fognature, fossi e rii minori che si riempiono in poco tempo ed esondano. Il canale scolmatore – a tal proposito posso fare l’esempio di via De Gasperi, portato a termine con un finanziamento del Comune – ha lo scopo di portare le acque dal reticolo secondario verso aree lontane dall’abitato, possibilmente direttamente al ricettore, come è il Cherasca per lo scolmatore di via De Gasperi».

Questi interventi hanno ri­guardato diverse zone.

«Gli interventi sono articolati, soprattutto nelle zone dove il ricettore è lontano e l’area è pianeggiante, come per esempio a San Cassiano oppure in strada Osteria, in cui c’è la sola fognatura o soltanto i fossi per smaltire l’acqua. In tali casi le nuove tubazioni e gli scolmatori devono essere accompagnate da aree di accumulo che possono essere anche create con avvallamenti nel terreno. Questa micro-laminazione si realizza con vere e proprie vasche nel terreno che durante il temporale trattengono l’acqua in eccesso evitando che vada sulle strade e nelle case. Ad esempio sulla strada Ballerini in San Cassiano, con un progetto da 150mila euro, che è in appalto, viene costruito un complesso di interventi di questo tipo».

Sono già in programma ulteriori progetti?
«I lavori in cantiere sono numerosi. Questo tipo di approccio – fatto di manutenzione, creazione di canali scolmatori e di aree di laminazione – deve essere proseguito sia nelle zone attuali di intervento che in altre zone della città. Bisogna investire in questa direzione per adattarsi ai cambiamenti climatici e garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio».

Si ricandiderà al fianco del sindaco uscente Bo. Spera ovviamente di poter continuare il lavoro intrapreso cinque anni fa?
«La mia candidatura implica una mia disponibilità a partecipare alla prossima amministrazione, qualora fossimo premiati dai cittadini, ma sicuramente non c’è ancora nulla di deciso o di definito. Ricoprirò eventualmente il ruolo che la coalizione riterrà più utile».

Articolo a cura di Domenico Abbondandolo