Conterno, Cia Cuneo: “Puntare sempre di più sulla qualità e non avere paura dei cambiamenti”

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Nella “Granda”, la stagione agricola 2023, a causa dei tanti problemi sul tavolo, è stata complicata. Quali sono le prospettive per il 2024? Ne abbiamo parlato con il presidente provinciale di Cia Cuneo, Claudio Conterno, titolare, insieme a Guido Fantino, di un’azienda vitivinicola biologica a Monforte d’Alba. Sottolinea: “Sarà ancora un anno complesso, in quanto, nel panorama mondiale e sul territorio italiano, piemontese e cuneese, dovremo affrontare difficoltà vecchie e nuove, che vanno e andranno ad incidere sulla nostra economia. Ma siamo fiduciosi”.

Quali sono i problemi a livello internazionale? “Da parte della Ue c’è poca chiarezza e informazione sulle norme da applicare. Poi, le prossime Elezioni Europee potrebbero portare delle novità a cui bisogna prepararsi. Anche per questo motivo, Cia ha promosso il manifesto con i nove punti che servono a sostenere l’agricoltura. Inoltre, le tensioni geopolitiche internazionali stanno condizionando i mercati. Su queste, però, noi possiamo fare nulla e le devono risolvere i Capi di Stato e di Governo delle Grandi Potenze”.

A livello italiano e locale? “Il problema maggiore è il non adeguato ritorno economico del lavoro agricolo. Occorre trovare una soluzione alla catena del valore, in cui a rimetterci sono sempre il primo e l’ultimo anello: cioè l’agricoltore, a cui il prodotto viene pagato poco, e il consumatore, il quale sugli scaffali lo deve acquistare a prezzi ben più alti. Dobbiamo sederci subito attorno a un tavolo con l’industria agroalimentare e la grande distribuzione per trovare un accordo che, partendo dai costi produttivi agricoli, oggi calcolabili in modo preciso, riconosca per ogni coltura o animale allevato un prezzo di vendita in grado di rendere l’azienda sostenibile a livello economico. E questo inciderebbe di pochi centesimi sul prodotto finale trasformato. Se non facciamo questo passo sarà molto difficile arrivare a traguardi positivi”.

I tassi di interesse sui mutui e sui finanziamenti? “Devono scendere, ormai è lo stesso sistema bancario ad ammetterlo. Altrimenti diventa impossibile investire”.

Le spese per l’energia e le materie prime? “Dopo l’esplosione degli anni passati, negli ultimi mesi si stanno assestando. Ci auguriamo di non dover più affrontare altri momenti di forte instabilità, che tornerebbero a mettere a rischio la tenuta economica delle aziende”.

Ma non basta.Una grossa palla al piede è la lentezza esasperante della burocrazia, diventata ormai un costo non indifferente per il nostro settore. Le regole servono e vanno rispettate, però adesso c’è troppa confusione”.

Come si può risolvere il problema? “Prendiamo il fascicolo aziendale. Il documento va integrato con ulteriori dati, poi le Amministrazioni pubbliche non devono più chiedere altro nell’iter delle pratiche”.

La questione acqua? “Durante l’inverno e i primi giorni di primavera è caduta la pioggia ed è nevicato, quindi la prossima estate dovrebbe essere migliore rispetto a quelle degli ultimi anni. Ma il problema non è risolto. Lo stiamo ripetendo da tempo: se non progettiamo il futuro dell’acqua ci troveremo sempre in difficoltà”.

Come vede il domani del comparto rurale? “Dobbiamo abbandonare definitivamente la strategia agricola figlia della politica degli Anni Settanta e non avere paura dei cambiamenti. Bisogna puntare sempre di più sulla qualità, perché è l’unica chance da giocarci rispetto ai giganti della produzione mondiale come la Cina o la Russia. E il consumatore si sta convincendo a mangiare meno e a mangiare meglio. Tutto questo, però, deve avere il sostegno delle Istituzioni. La politica deve dirci cosa vuole farne della nostra agricoltura”.