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«Con Eranthis proteggiamo l’attività vegetativa delle piante»

Silvano Gili, Grapevine Crop Specialist di Greenhas illustra le caratteristiche di uno dei prodotti più innovativi che l’azienda ha realizzato nel suo Research Center di Canale

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Soprattutto nell’epoca dei cambiamenti climatici e dei relativi stress termici e idrici, la salvaguardia della vite, delle colture agrarie e della loro produttività, sia qualitativa che quantitativa, costituisce una sfida di assoluto rilievo per la tutela delle esigenze dell’agricoltura. Per questa missione, tanto complicata quanto affascinante, un ruolo di primo piano è quello delle aziende di settore che, grazie ad un’intensa e costante attività di ricerca e sviluppo, possono studiare soluzioni innovative per fornire un supporto concreto alla produzione. Da questo punto di vista si distingue in particolare il lavoro di Green Has Italia Spa, società con sede produttiva a Canale d’Alba da decenni specializzata nella produzione e nella commercializzazione di formulati per la nutrizione delle piante. Tra i prodotti più efficaci e innovativi, in questo senso, va segnalato Eranthis, un biostimolante conforme al Reg. (UE) 2019/1009 composto da una miscela bilanciata di estratti di alghe brune e di lieviti selezionati. Studiato nel Research Center di Greenhas Group, il formulato è stato infatti realizzato per aiutare le colture a mantenere il migliore equilibrio vegetativo e la più efficiente capacità fotosintetica in tutte le condizioni ambientali. A parlarci più nel dettaglio del prodotto, delle sue caratteristiche e della sua efficacia è Silvano Gili, Grapevine Crop Specialist di Greenhas e Sommelier Ais.

Gili, si sente parlare con sempre più insistenza di cambiamento climatico. Qual è in generale la reazione delle specie vegetali di fronte a questi mutamenti?

«Ogni pianta è abituata ad un certo tipo di clima e quindi ha attuato nel corso della sua evoluzione delle attività di resistenza e di produzione ad esso legate. Se si va a sconvolgere questa stabilità, questa climaticità normale, è chiaro che la pianta va in stress, aspetto che può comportare perdite di produzione, produzione con minore qualità o che addirittura può condurre alla morte della specie, nel caso di una prolungata siccità».

In tal senso come si comporta in particolare la vite?
«La vite è sempre stata una pianta abbastanza rustica, capace di resistere bene anche in terreni poco fertili, come ci insegnano le nostre Langhe ed il Roero. Negli ultimi anni, per il latitare delle precipitazioni, però, la situazione è cambiata profondamente. A causa di questa carenza la pianta non riesce a portare avanti la sua produzione: vegeta meno, perché non c’è acqua e di conseguenza anche le caratteristiche qualitative – parliamo di colore, di profumi e aromi del vino – vanno a cadere».

Per fronteggiare la crisi climatica, i biostimolanti – come Eranthis – rappresentano un’importante novità. Qual è la loro funzione principale?
«I biostimolanti hanno il compito di contrastare questi squilibri climatici, andando ad aiutare la pianta ad attivare prima alcuni meccanismi interni. Essi non portano niente di nuovo, sono fertilizzanti che non apportano quindi elementi nutritivi, ma in realtà servono a stimolare delle caratteristiche che la pianta ha già nel proprio interno. Quando c’è uno stress idrico, la pianta reagisce, ma ci mette del tempo per farlo. Il biostimolante riesce invece ad attivare più velocemente questa reazione. Con Eranthis, inoltre, andiamo anche a proteggere alcune funzioni essenziali della pianta, come ad esempio la fotosintesi».
Il prodotto da voi consigliato è composto da una miscela bilanciata di lieviti selezionati e di alghe brune. Cosa sono nello specifico?
«I lieviti sono dei composti che apportano aminoacidi e che quindi aiutano la pianta per quanto riguarda questa componente. Gli estratti di alghe brune (Ascophyllum nodosum e Laminaria digitata) presentano invece caratteristiche un po’ differenti tra loro e sono finalizzate a stimolare dei siti diversi all’interno della pianta».

Quali sono, in concreto, i vantaggi che un prodotto come Eranthis apporta in agricoltura?

«In sostanza Eranthis permette di dare una protezione alla pianta. In linea di massima queste tipologie di prodotti vanno applicate in modo preventivo: si deve esercitare la pianta a proteggersi, sottoponendola quindi a più trattamenti nell’arco dell’anno prima che si arrivi alla fase acuta di stress».

Eranthis è quindi un prodotto efficacissimo se usato in modo preventivo. La sua azione può risultare determinante anche in una fase iniziale di stress della pianta?

«Ci aiutano molto le previsioni. Oggi siamo in grado di prevedere delle ondate di calore o delle situazioni di stress idrico con abbastanza anticipo rispetto ad una volta. Per questo motivo, anche se non è stato fatto un lavoro preventivo, ma le previsioni offrono determinate indicazioni, si può comunque intervenire per la mitigazione degli stress».

Tra le principali caratteristiche del vostro prodotto c’è inoltre la Water Use Efficiency (Wue), ossia la garanzia del miglior utilizzo dell’acqua disponibile, un parametro che risponde anche alla richiesta di sostenibilità. Quanto conta questa dimensione per voi di Greenhas?
«Pochissime aziende del settore hanno investito in maniera significativa in un centro di ricerca e sviluppo come Greenhas. Lo abbiamo fatto perché, rispetto ad un tempo, ora bisogna andare a individuare le sostanze o comunque le componenti di un biostimolante in grado di supportare la pianta. Utilizziamo molto dei residui dell’industria alimentare, proprio nell’ottica di un discorso di economia circolare. Andiamo in pratica a recuperare quello che per altri settori è considerato un “rifiuto” e lo riutilizziamo poi per i nostri scopi».

Eranthis è stato testato e studiato nel vostro Research Center, straordinario esempio d’avanguardia al quale faceva riferimento pocanzi. Su quali altri prodotti state lavorando in questo periodo? Per risolvere quali necessità?

«I prodotti sono in fase di sviluppo quotidiano, viviamo di innovazione e di risoluzione di problemi. Due sono le strategie più importanti che guidano le nostre attività. La prima, come detto, è relativa al controllo e al supporto della pianta per quanto concerne gli stress, mentre l’altra riguarda la necessità di rendere disponibili degli elementi nutritivi – come ad esempio il fosforo – che sono già presenti nel terreno ma non sono al momento assorbibili e utilizzabili dalle piante».

Articolo a cura di Domenico Abbondandolo

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