Cia Cuneo: la partecipata assemblea provinciale ha lanciato alcune proposte alle Istituzioni

Presenti anche i vertici regionali dell’organizzazione agricola sono state ribadite le difficoltà del settore, chiedendo l’aumento delle pensioni minime, la corretta etichettatura dei prodotti, l’abbassamento dei tassi di interesse sui mutui e la proroga della validità della patente trattori e di altri corsi di formazione

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Si è svolta a Fossano la partecipata e interessante assemblea di Cia Cuneo, con, in sala, tanti agricoltori e i vertici regionali e provinciali dell’organizzazione: i presidenti Claudio Conterno e Gabriele Carenini; i direttori Giovanni Cardone e Igor Varrone. Inoltre, erano presenti numerosi eletti nel Consiglio direttivo della “Granda”, tra i quali il vicepresidente Marco Bellone, i presidenti di zona, Daniele Carletto e Silvio Monasterolo, il presidente dei giovani imprenditori, Luca Marenco, i vicedirettori: Daniela Destefanis, Filomena Sammarco e Silvio Chionetti.

L’ordine del giorno prevedeva l’approvazione di alcune variazioni allo Statuto già deliberate a livello nazionale e ora portate sul territorio all’attenzione delle assemblee provinciali. Modifiche che hanno ottenuto l’ok all’unanimità da parte di quanti avevano diritto al voto. Ma il piatto forte dell’incontro era quello di confrontarsi sullo stato di salute dell’agricoltura nella “Granda”, anche alla luce delle manifestazioni indette nelle ultime settimane dal movimento dei trattori. A introdurre il dibattito è stato il direttore Varrone: “L’agricoltura sta vivendo un periodo di forte difficoltà e il 2024 si prospetta pieno di incognite. Il compito di Cia e dei suoi dipendenti è quello di lavorare sempre di più insieme e accanto agli imprenditori del settore per risolvere i problemi che sono sul tavolo. Questi incontri servono a tracciare la strada da percorrere in futuro, perché il dialogo e il confronto servono a crescere. Ripartiamo da quanto abbiamo fatto per guardare avanti”.

Il presidente Conterno si è soffermato sul delicato momento attraversato dal mondo rurale: “Partiamo dalle proteste degli agricoltori. Sono giuste. La Cia lo dice da anni che l’agricoltura ha l’acqua alla gola, ma la politica non ascolta. Ho apprezzato lo svolgimento delle manifestazioni senza disordini. Adesso bisogna rimanere uniti nella battaglia senza disperdere le richieste in mille rivoli, ma concentrarle su alcuni punti essenziali”.
Conterno li ha elencati: “Bisogna trovare una soluzione alla catena del valore, in cui a rimetterci sono sempre il primo e l’ultimo anello: cioè l’agricoltore, a cui il prodotto viene pagato poco, e il consumatore, il quale sugli scaffali lo deve acquistare a prezzi ben più alti. Dobbiamo sederci subito attorno a un tavolo con l’industria agroalimentare per trovare un accordo che, partendo dai costi di produzione agricoli, oggi calcolabili in modo preciso, riconosca per ogni coltura o animale allevato un prezzo di vendita in grado di rendere l’azienda sostenibile a livello economico. E questo inciderebbe di pochi centesimi sul prodotto finale trasformato. Una critica su questo aspetto la devo fare al mondo delle cooperative che invece di rappresentare gli interessi dei soci, pagando il giusto le loro produzioni, seguono altre strade”.

Le altre richieste: “L’etichettatura: non sono più accettabili indicazioni generiche, ma se il prodotto ha origini italiane va scritto sulla confezione in modo che il consumatore possa scegliere. Altra questione fondamentale è la riduzione dei tassi di interesse sui mutui, così da lasciare più liquidità alle aziende. Inoltre, ricordo la lentezza esasperante della burocrazia. Ad esempio il fascicolo aziendale va integrato con ulteriori dati, ma poi le Amministrazioni pubbliche non devono più chiedere altro nell’iter delle pratiche”.

Una riflessione sul mondo agricolo: “Dobbiamo capire che la strada del futuro è quella tracciata dall’Europa verso le produzioni sostenibili. E questo si può ottenere solo attraverso la qualità. Perché non guadagni di più producendo di più, ma producendo qualità pagata il giusto”.
Quindi, il finale: “L’agricoltura in questi anni è rimasta ferma. Invece, non dobbiamo avere paura del domani ed essere pronti a cambiare il nostro modo di lavorare adattandoci ai cambiamenti climatici e alle nuove necessità del mercato”.

La parola è passata al pubblico, con diversi interventi dei partecipanti all’assemblea. Sono emerse soprattutto alcune richieste tecniche. Filippo Molinari, vitivinicoltore di Santo Stefano Belbo, partendo dalla sua esperienza di alcuni anni fa per modificare lo Statuto del Consorzio del Moscato e dell’Asti, ha sottolineato che i cambiamenti arrivano se gli agricoltori ci credono. E che ai giovani bisogna fare scuola di politica sindacale.

Le conclusioni
Il direttore Varrone ha annunciato il lancio di alcune prossime battaglie di Cia Cuneo: dalla proroga della validità delle patenti trattori e di altri corsi di formazione alla moratoria sui mutui con l’abbassamento dei tassi di interesse, alle etichettature corrette per riconoscere i prodotti italiani e dare il giusto margine di guadagno agli agricoltori. Senza dimenticare una questione ormai da tempo in ballo: l’aumento delle pensioni minime. Nell’evidenziarle ha chiesto ai vertici piemontesi dell’organizzazione di farsene carico e di portarle all’attenzione della Regione e di Cia nazionale. Le conclusioni le ha tratte il presidente regionale Carenini: “Le manifestazioni quando esprimono il dissenso in modo civile sono legittime. Così è stata quella dei trattori. Ricordo, però, che Cia aveva intercettato il disagio del settore già il 26 ottobre 2023, scendendo in piazza a Roma. Dobbiamo lavorare tutti insieme per l’unità del mondo agricolo, spostando l’attenzione dal prodotto a chi lo produce. Da sempre Cia è degli agricoltori, con gli agricoltori e per gli agricoltori”.