I sette studenti del liceo “Ancina” olimpionici di fisica e matematica

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Anche se non sono quelle ufficiali, che prenderanno il via solo a luglio a Parigi, sette studenti dell’Ancina possono già rivendicare d’aver preso parte alle “loro” Olimpiadi: quelle che proprio in questi giorni coinvolgono tutte le scuole superiori d’Italia, dedicate alla matematica e alla fisica.

In particolare, tre studenti di quinta dello scientifico (Francesco Bersano, Francesco Novello e Laurentiu Velcea) e due di quarta (Fabio Bergese e Samuele Costamagna), dopo aver superato la prima prova selettiva a livello d’istituto, sono stati impegnati nella competizione interprovinciale dei giochi olimpici di fisica, che si è tenuta a Cuneo lunedì 19 febbraio. E due giorni dopo, mercoledì 21, è stata la volta di Silvia Canavero (5AS) e di Davide Bioddo (1AS), coinvolti nella fase distrettuale delle Olimpiadi di matematica, in questo caso a Fossano, sempre dopo aver passato la selezione a livello di singola scuola.

Tali gare sono ormai realtà consolidate su scala nazionale, organizzate entrambe su mandato del Ministero dell’Istruzione e del Merito, una dall’Associazione per l’Insegnamento della Fisica e l’altra dall’Unione Matematica Italiana. I sette liceali sono stati impegnati nella soluzione di quesiti diversi (a risposta numerica multipla ovvero dimostrativi), armati di matita, gomma, righello, goniometro e compasso.

Soddisfatte Carla Allamandri e Laura Arese, docenti di matematica e fisica che hanno coordinato l’iniziativa per l’Ancina, che sottolineano i lati positivi di queste competizioni, a prescindere dal risultato e da eventuali ulteriori sviluppi: “I ragazzi in effetti sono chiamati a mettere in campo le proprie conoscenze ma anche ad aguzzare l’ingegno, unendo una solida preparazione teorica ad una spiccata creatività pratica”. Infatti, se il pensatore Pascal sosteneva quattro secoli or sono che a matematica e fisica si addice “l’esprit de géométrie” al quale contrapporre il cosiddetto “esprit de finesse”, in questo caso questo confine salta, visto che ai ragazzi si richiede di coniugare “géométrie” e “finesse”, dimostrando di avere una ‘mente’ ma anche un ‘cuore’ matematico, quel cuore che – diceva proprio Pascal – “ha le sue ragioni che la ragione non conosce”: tanta teoria, insomma, ma senza dimenticare la fantasia, qualità di cui d’altronde fu una sintesi eccelsa lo stesso Pascal, insigne fisico ma pure grande filosofo.