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«Stare tra la gente è il modo migliore per fare politica»

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Vicepresidente del Consiglio Regio­nale del Piemon­te, oltre che consigliere comunale di Cervere – dove in passato ha ricoperto anche la carica di sindaco -, Franco Graglia è tra i politici più influenti dell’intero panorama cuneese. Partendo dalla sua recente rielezione in qualità di Coordinatore provinciale di Forza Italia, Rivista IDEA lo ha intervistato, ponendo l’accento sulla prossima tornata elettorale, sul suo impegno politico e in generale sul forte rapporto che da sempre lo lega alla Granda.

Graglia, poche settimane fa è stato rieletto all’unanimità Coordinatore provinciale di Forza Italia. Cosa rappresenta questo riconoscimento?
«Al di là del rinnovo, mi ha fatto piacere la modalità con cui è avvenuta l’acclamazione. L’applauso iniziale e quello finale mi spingono a credere che l’impegno paghi. In questo anno, su mandato del ministro della Pubblica Am­ministrazione Paolo Zangril­lo e del presidente della Re­gione Alberto Cirio, abbiamo svolto un bel lavoro per la crescita del partito. Questo soprattutto grazie all’appoggio di tante persone che, dopo aver dato la disponibilità a parole, si sono rivelate particolarmente preziose nei fatti. È nata insomma quella che chiamo una famiglia, con la F maiuscola».

Lo stato di salute del partito è quindi ottimo…

«Abbiamo aperto tre sedi in tre delle sette sorelle – a Bra, Fossano e Cuneo, dove c’è la sede provinciale – e questo è un elemento molto importante. Abbiamo inoltre oltre 200 referenti nei comuni, aspetto vitale per garantire la nostra presenza capillare su tutto il territorio. Possiamo contare già da un po’ su un gruppo Giovani che continua a crescere, ma anche sul gruppo Azzurre Donne e su quello Seniores, partito di recente con Dino Sandiano. Negli ultimi mesi si avverte una grande fiducia in Forza Italia come forza di centrodestra moderata. Tutto questo ci spinge ad andare avanti, si riflette nei sondaggi e farà sì che il segretario del partito, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, verrà in primavera in Provincia per ringraziarci».

A proposito di sondaggi, con che spirito vi avvicinate alla prossima tornata elettorale?

«Dopo la morte di Berlusconi tutti ci davano per spacciati. Questo però ci ha spinto a rimboccarci le maniche e a lavorare per riorganizzarci. Lo scorso mese, a Roma, per i 30 anni di Forza Italia, ho avvertito un’aria di grande entusiasmo. Anche per questo abbiamo buone sensazioni in vista delle elezioni, non posso negarlo».

Quali sono invece le aspettative per le elezioni regionali?
«C’è altrettanta fiducia, in­nanzitutto perché abbiamo il vantaggio di avere un candidato del nostro partito e della nostra provincia e vogliamo sfruttarlo appieno. Questo mandato, poi, è partito con la pandemia ed è proseguito con le alluvioni, per cui siamo stati un po’ menomati. Speriamo pertanto di avere un altro mandato per lavorare e continuare a stare vicino alla gente».

Nel corso di questo mandato ha ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio Regionale. Qual è il bilancio della sua esperienza?
«Sono diventato vicepresidente nell’ultimo anno dello scorso mandato ed essere confermato mi ha onorato. Sono una persona che ama mettersi a disposizione dei cittadini ed essere attenta alle loro esigenze. Per farlo so che bisogna stare tra la gente – l’ho imparato quando ero sindaco – e, per quanto questo richieda dei sacrifici personali, è assolutamente gratificante».

Tra i cavalli di battaglia del suo percorso politico c’è l’elogio del “modello Cuneo”. Cosa significa per lei?

«Fin da piccolo desideravo essere sindaco di Cervere, per far sì che il mio paese uscisse dalla quotidianità. Sono quindi da sempre orgoglioso del mio territorio ed esaltare la provincia di Cuneo è qualcosa su cui punto molto. La scommessa del referente per ogni comune ha finito per creare un modello. In passato siamo finiti un po’ nell’angolo, ma raddoppiando gli sforzi abbiamo dimostrato di essere gente capace di fare la differenza e questo è un aspetto che mi piace sottolineare continuamente».

Per la crescita ulteriore della Granda che peso avrà lo stanziamento dei fondi regionali per i progetti di sviluppo e coesione?

«Sono fondi importantissimi. Con il presidente Cirio siamo sempre dalla parte delle piccole realtà, come i comuni piccoli o medio-piccoli, e per aiutarli a crescere dobbiamo lavorare in sinergia. Portare delle risorse è una missione in cui crediamo moltissimo e la cui importanza è sotto gli occhi di tutti».
Negli scorsi giorni ha risolto un inghippo che bloccava l’erogazione delle borse di studio. Cosa è successo?
«La mia vicenda personale – quattro anni fa ho rischiato di morire – mi ha fatto capire che nella vita ci sono cose più importanti rispetto ad altre, per cui quando riesco ad essere utile sono davvero felice. Qualche giorno fa alcune mamme mi hanno contattato per segnalare questo problema e di conseguenza ho parlato con il Governatore e con il Ministro Zangrillo, che ha riferito il tutto al suo collega dell’Istruzione Giuseppe Val­ditara. Dopo ventiquattro ore, anche grazie all’aiuto delle Poste, abbiamo risolto la questione. È stata una cosa bellissima».

Prima parlava del suo legame con la gente. Negli ultimi mesi ha ricevuto diversi pre­mi e riconoscimenti che attestano il suo impegno per il territorio. Quanto le fa piacere?

«Sono cose che non mi aspettavo. Aver ricevuto questi riconoscimenti è davvero la più grande gratificazione che un politico possa avere. In un mondo in cui c’è una perdita evidente di valori, quando qualcuno ti ringrazia questo assume un significato immenso. Oggi non pronunciamo più parole come “grazie” o “scusa”, quasi ci vergogniamo a dirle, ma quando questo avviene per me personalmente vale tutto».

Articolo a cura di Domenico Abbondandolo