“Incluso il caffè”: nel convegno organizzato da Confindustria Cuneo

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«La felicità è inclusiva: spetta ad ognuno di noi impegnarci e fare del nostro meglio per creare il benessere della comunità e per riuscirci, dobbiamo fare la differenza, non lasciare nessuno indietro, partendo dal fatto che la nostra Provincia viene presa a riferimento anche sotto questo profilo e dobbiamo esserne orgogliosi». Con queste parole, il presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna ha portato il suo saluto ad «Incluso il caffè», il momento di riflessione sui progetti che vedono lavorare Fondazione CRC, l’Associazione degli Industriali insieme agli enti gestori dei servizi socio -assistenziali e le imprese del territorio, che, ad appena 24 ore dalla Giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità, ha dato voce agli attori del mondo pubblico e privato impegnati a garantire dignità, diritti e benessere delle persone con disabilità.

«Soprattutto su temi come questi sono fondamentali la collaborazione ed il gioco di squadra» ha commentato il presidente della Fondazione Crc Ezio Raviola, che ha ricordato i numerosi progetti di cui dal 2015 è capofila la Fondazione CRC con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’inclusione. L’ultimo, il progetto «Autonomia e Disabilità» è stato selezionato e premiato a Roma il 1° dicembre, nell’ambito del prestigioso Premio Franco Bomprezzi, come il miglior progetto sociale dell’anno, tra oltre 20 best practice su scala nazionale, per aver promosso e stimolato, attraverso i percorsi portati avanti, la piena inclusione delle persone disabili e per la capacità di creare sinergie positive e reti efficaci tra soggetti. «Ancora una volta Cuneo ha dimostrato che sa fare sistema ed è capace di produrre progetti di eccellenza che vengono presi ad esempio» e rivolgendosi alla platea ha poi aggiunto: «questo premio nazionale è dedicato a tutti voi, presenti oggi, perché è grazie al vostro impegno e agli enti che rappresentate che sono stati raggiunti questi risultati».

Dopo i saluti istituzionali, si è entrati nel vivo dell’incontro. Coordinato da Stefania Bergia, responsabile Servizio Politiche del Lavoro e Welfare Confindustria Cuneo e da Alessandra Dogliani, disability manager e responsabile servizio Assistenza Sociale d’impresa Confindustria Cuneo, è stato suddiviso in due momenti distinti.

Nel primo, si sono succeduti, sul palco, Daniela Cusan, vice responsabile dell’area attività istituzionale della Fondazione Crc; Marco Fea, responsabile Ufficio Progetti Consorzio per i Servizi Socio-assistenziali del Monregalese (Cssm); Cristiana Bertaina, responsabile Area Progetti e qualità per il Consorzio Monviso Solidale; Alessandro Cosio, responsabile Serv izio Centri Diurni e Servizio Integrazione al Lavoro per il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese; Aurora Rubiolo, presidente Associazione dei genitori L’Airone Odv.

Il giro di tavolo ha posto l’attenzione sulle attività realizzate che rispondono a bisogni differenti, dall’accompagnamento che inizia in tenera età per individuare i servizi più adeguati fino ad azioni tese a stimolare processi di crescita, non solo attraverso il lavoro, ma anche attraverso la sperimentazione della vita in autonomia e momenti di socializzazione.

 

Nel secondo focus, sono state ospitate le testimonianze delle imprese che hanno inserito nel proprio organico persone con disabilità grazie al Disability management di Confindustria Cuneo. Il fattor comune degli interventi è stata la piena consapevolezza che “si può fare”. Valeria Marinelli, Hr manager di Michelin Italiana Spa; Francesca Cuniberto, project manager di Alf Creative Srl e Pierangelo Fissore, marketing director di Unifarma Distribuzione Spa hanno acceso un faro sulle esperienze positive vissute all’interno delle loro aziende.

La chiusura dei lavori ha focalizzato l’attenzione su quella che è apparentemente al sfida più complessa: Giuseppe Maurizio Arduino, psicologo responsabile Centro Autismo e Sindrome di Asperger di Mondovì e Claudia Badalì, Hr manager Valeo Spa, hanno raccontato un virtuoso esempio di inserimento lavorativo di una persona con disturbo dello spettro autistico. Con un accompagnamento attento e personalizzato, la persona ha potuto lavorare sulle capacità e sulle abilità da raggiungere, mentre nel contesto aziendale si è riusciti a riconoscere i pregiudizi che possono accompagnare questo disturbo, trasformando un obbligo previsto dalla legge in un’opportunità di crescita per tutto il gruppo di lavoro.