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Il ricordo di Emilio Vaschetto da parte del sindaco Carlo Porro

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È grande, a Castagnito, il vuoto lasciato dalla dipartita di Emilio Vaschetto: mancato alla vigilia di Pasqua nella sua casa di località Baraccone, circondato dall’affetto della sua numerosa famiglia, e dalla comunità che ebbe l’onore di averlo come sindaco per due mandati oltre che componente attivo di una collettività di cui fu amministratore attento, professionista tecnico encomiabile e preciso, oltre che -tra le altre opere condotte in vita- fondatore del gruppo di Protezione Civile.

All’atto dell’ultimo saluto, per lui c’è stato anche lo spazio per l’orazione funebre a cura del sindaco in carico Carlo Porro.

Così si è espresso il primo cittadino: «La fascia tricolore che porto sul petto, e che anche Emilio ha portato come me e prima di me con orgoglio, ma anche con senso di responsabilità, viene indossata nei momenti importanti della vita di una comunità cittadina: nei momenti di gioia, ma purtroppo anche nei momenti più funesti, lutti… come accade oggi. Emilio Vaschetto è stato Sindaco negli anni 80, ha fortemente amato il nostro paese, lo ha guidato negli anni della crescita demografica e dello sviluppo del territorio: si è prodigato per dare strade, piazze, scuole e servizi per l’evoluzione della qualità della vita dei suoi cittadini».

Tante le opere realizzate: tra queste, il primo restauro e recupero del palazzo comunale inaugurato nel maggio del 1981, e il contributo alla realizzazione, in ambito intercomunale, dell’acquedotto, delle fognature, del depuratore e della rete di distribuzione del gas metano. Dimostrando così di “ragionare il Roero” già in tempi precedenti all’ottica di una Sinistra Tanaro capace di agire insieme: confermato poi da altre azioni quali l’inserimento delle vigne di Castagnito nella denominazione del Roero Arneis all’interno della zona Docg, oltre che «il contributo personale, con la generosità di sempre, per la costituzione del gruppo di volontariato della Protezione civile in concomitanza dell’alluvione del 1994».

Porro ha aggiunto: «Fare il Sindaco vuol dire Governare “per” non “contro”: in politica ci sono avversari e non nemici, si costruiscono ponti e non muri, il rapporto tra cittadino e amministrazione si basa sulla fiducia e non sulla diffidenza, e soprattutto sul sapere ascoltare: il dialogo inizia e si perfeziona con l’ascolto. Emilio sapeva esserci sempre, era un grande mediatore, capace, risolutivo, presente sempre e ovunque ed in particolare godeva della fiducia del paese».

Paolo Destefanis