Fu così che diventammo per un giorno un po’ meno studenti, e un po’ più guide turistiche

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Foto: in alto la 1^K, in basso la 3^B.

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, il Castello della Manta ha chiesto l’intervento di alcuni studenti del Liceo Bodoni di Saluzzo, che hanno dato la piena disponibilità per diventare Ciceroni sabato 25 marzo.

Al progetto hanno partecipato le classi 1^K del Liceo Classico e 3^B del Liceo Scientifico tradizionale e in poche righe cercherò di spiegare perché la proposta è stata accolta con tanto piacere.

L’obiettivo di educare alla bellezza e alla cura del patrimonio artistico, in particolar modo anche del nostro territorio, lo abbiamo e lo stiamo imparando a scuola. L’arte è l’espressione estetica dell’animo umano, rispecchia momenti storici, sentimenti e pensieri dell’artista nell’ambito morale, culturale, etico o religioso. E il castello della Manta nel Marchesato di Saluzzo si sposa molto bene con questo concetto. Formati dal prezioso aiuto dei professori Andrea Delpiano e Roberto Politanò, ognuno di noi ha trovato la parte perfetta per far vivere ai gruppi in visita un’esperienza unica e coinvolgente, cercando di essere buoni narratori e tutti insieme abbiamo cercato di dare un tono ai tour che ogni mezz’ora, dal mattino fino al tardo pomeriggio, si avvicendavano.

Un lavoro nello splendido territorio collinare con lo sfondo meraviglioso del profilo aguzzo del Monviso che a noi ragazzi ha dato molta soddisfazione, principalmente perché l’arte ci ha consentito di socializzare e in alcuni casi, usandone il linguaggio universale, anche di superare la timidezza. Meraviglioso è stato notare lo stupore di visitatori anche giovanissimi durante la visita nell’osservare affreschi e dettagli, segno tangente della bellezza di questo maniero medievale.

Io per prima ammetto che nel momento in cui iniziavo a parlare nella spettacolare sala delle Grottesche, appartamento di rappresentanza realizzato per volontà di Michele Antonio Saluzzo della Manta, e camminavo sulla pavimentazione cinquecentesca, sono entrata in un turbine di emozioni; avevo avuto modo in passato di suonare nel castello davanti al pubblico di passaggio, ma assumere il ruolo di guida turistica, sentire il gruppo di persone che mi osservava e si fidava di me è stata un’esperienza unica.

È stata una perfetta sinergia tra il FAI e il nostro Liceo e tutti noi in pieno accordo abbiamo dato nuovamente la disponibilità per poter rivivere una giornata uguale, per migliorarci, per approfondire le nozioni storiche di questa struttura splendida, e per divertirci, sì, perché anche se in quel giorno davanti ai visitatori i toni erano seri, noi eravamo complici, la risata era contagiosa, e senza rendercene conto siamo stati parte integrante del FAI a cui rinnovo a nome di tutti i più sinceri ringraziamenti per aver creduto in noi.