“Il nocciolo e gli effetti dei cambiamenti climatici” a Cherasco il convegno di Confagricoltura Cuneo e Cascine Piemontesi

Sabato 28 maggio, alle 9,30, in presenza (su iscrizione) al PalaExpo e in streaming l’ottava edizione dell’appuntamento dedicato al presente e al futuro della corilicoltura

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convegno nocciolo

Sabato 28 maggio, dalle 9,30, il PalaExpo di Cherasco (piazza degli Alpini) ospita il convegno “Il nocciolo e gli effetti dei cambiamenti climatici” organizzato da Confagricoltura Cuneo e Cascine Piemontesi, in collaborazione con Ascopiemonte e Piemonte Asprocor e con il patrocinio e il sostegno di numerosi partner istituzionali e privati. L’evento sarà a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti e sarà possibile seguirlo anche in streaming (il link sarà pubblicato nei giorni precedenti l’evento sui siti di Confagricoltura Cuneo e di Cascine Piemontesi). A causa delle restrizioni Covid-19 l’ingresso sarà consentito esclusivamente a coloro che si registreranno sul sito www.confagricolturacuneo.it. Per informazioni 0171/692143 /int. 5 – [email protected].

Il direttore di Confagricoltura Cuneo e rappresentante di Cascine Piemontesi Roberto Abellonio presenta così il ritorno in presenza dell’importante appuntamento: “Continua l’interesse in Italia e nel resto del mondo per la coltivazione del nocciolo e non solo, ma di tutta la frutta secca in generale. Una coltura importante, che sta subendo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, con il conseguente aumento degli attacchi di nuovi parassiti, lo sviluppo di fisiopatie e la carenza idrica. Dopo le mandorle (32%), le noci (19%) e i pistacchi (15%), le nocciole rappresentano l’11% della produzione mondiale di frutta secca. L’Italia con i suoi 2,60 Kg.  pro capite l’anno è il Paese nel quale si consumano più nocciole al mondo. È quello che emerso nell’ultimo convegno mondiale della frutta secca che si è svolto a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti dall’11 al 13 maggio. In Piemonte sono circa 9mila le aziende impegnate nella coltivazione del nocciolo. A trainare questo trend è la provincia di Cuneo che conta oltre 4.700 imprese corilicole e più di 16mila ettari coltivati a noccioleti. Seguono l’Astigiano e l’Alessandrino, rispettivamente con 6.119 e 3.601 ettari”.

Gianluca Griseri, tecnico tra gli organizzatori del convegno aggiunge: “La prima edizione del convegno nocciolo di Cherasco si è tenuta il 14 maggio del 2014 nel Teatro Salomone, alla presenza di circa 150 persone. Sul palco del convegno negli anni si sono avvicendati Ministri, Vice Ministri, rappresentanti della politica e delle istituzioni, ricercatori, tecnici, economisti, rappresentanti delle maggiori aziende dolciarie e esperti del settore, provenienti da diversi paesi come la Turchia, la Francia e la Spagna. Finalmente nell’edizione 2022 ci sarà di nuovo il pubblico presente in sala; questo è sicuramente un segno di ritorno alla normalità che tutti auspichiamo. Pensando alle gelate dell’aprile del 2021 e alla siccità che fino a qualche settimana fa attanagliava il Piemonte e non solo, il filo conduttore del convegno sarà il clima e gli effetti dei cambiamenti climatici sulla coltivazione del nocciolo.

Dopo l’intervento introduttivo di Enrico Allasia, nella doppia veste di presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte e di Cascine Piemontesi, Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, il programma prevede l’intervento di Alessandro Annibali, Amministratore Delegato New Factor e Ambasciatore per l’Italia dell’INC (International Nut and Dried Fruit Council) che farà una dettagliata analisi sul comparto italiano e mondiale della frutta in guscio. Seguirà Federico Spanna del Settore Fitosanitario e Servizi tecnico Scientifici della Regione Piemonte ad illustrare gli effetti del cambiamento climatico sulle aree corilicole piemontesi. Alberto Alma e Luciana Tavella del DISAFA – Università degli Studi di Torino, parleranno invece dei danni causati dalla Popillia japonica nei nocciolleti. Monica Mezzalama di Agroinnova – Università di Torino, tratterà le attuali conoscenze sul nuovo mal bianco del nocciolo, “oidio turco”. Chiuderanno il convegno Simone Bardella e Lorenzo Berra – Agrion, Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, presentando il progetto di ricerca “Nocciola di Qualità”.

Per l’edizione 2022 all’esterno del PalaExpo sarà allestita una esposizione di macchinari utilizzati nella coltivazione del nocciolo. La giornata continuerà con il consueto “porte aperte” della ditta Chianchia, specializzata nella produzione di macchine per la raccolta, pulizia ed essicazione delle nocciole.

Il convegno è valido per il rilascio di crediti formativi per gli iscritti all’Albo della Federazione Interregionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte e Valle d’Aosta e del Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino e Valle d’Aosta, soltanto a chi partecipa in presenza.