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Ai suoi clienti di Margaret River mostra il docufilm sui Barolo Boys

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Nella sua cantina a Margaret River, Robert e sua moglie Kellie organizzano cene a tema dedicate all’Italia in cui, oltre gustare piatti valtellinesi e langaroli, i clienti assistono alla proiezione del docufilm sui “Barolo Boys”, gli intraprendenti produttori che negli anni ’80 andarono alla conquista degli Usa. «Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei coraggiosi della squadra dei Barolo Boys» racconta Robert. «È una storia piena di significati, non solo per il dettaglio più conosciuto, l’introduzione nelle Langhe delle famose barrique, ma soprattutto perché fu una vera rivoluzione. Le Langhe erano terre povere, dove i contadini lavoravano duramente in cambio di poca soddisfazione economica e quei ragazzi volevano di più, erano curiosi, interessati alla Francia che stravendeva i suoi rossi invecchiati. Così partirono per gli Stati Uniti, incuranti delle critiche e dei conflitti famigliari che ne sarebbero potuti nascere, e tornarono per mettere in pratica idee sorprendenti in cantina e tra i filari. Quell’allontanarsi, anche metaforicamente, da casa non li fermò e questa storia è così potente che ha ispirato anche me, un ragazzo australiano vissuto sulla costa dell’oceano a migliaia di chilometri di distanza. Se ho deciso, il primo della mia famiglia, di dedicare il mio business al vino e ora di acquistare la cantina che per anni ho affittato, è stato anche grazie all’esempio controcorrente dei “Barolo Boys”».