Confindustria Cuneo sulle materie prime per i mangimi

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L’incontro presso la sede di Confindustria Cuneo tra le imprese produttrici di alimenti zootecnici ha ribadito la necessità di provvedimenti urgenti in risposta allo stop delle esportazioni di cereali dai Paesi dell’Europa dell’est

Una serie di concomitanti circostanze negative concorre a far sì che in questo momento molti settori della nostra industria manufatturiera vivano una condizione di estrema e inattesa emergenza.
Tra queste, anche le imprese produttrici di alimenti zootecnici della provincia, che nel corso di un incontro tenutosi presso il Salone Ferrero di Confindustria Cuneo, hanno espresso preoccupazione per la grave situazione a cui si trovano a dover far fronte, a causa dell’estrema difficoltà legata al reperimento di materie prime – grano, mais, orzo, farine proteiche e olio di semi – necessarie per la produzione dei mangimi. La crisi internazionale in atto tra Russia e Ucraina che, oltre ad avere gravi ripercussioni dal punto di vista umanitario, coinvolge direttamente i Paesi Ue sotto il profilo economico, ha tra l’altro determinato la volontà di alcuni Paesi (Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria) di introdurre divieti o pesanti limitazioni alle esportazioni delle materie prime necessarie ai mangimifici.

Lea Pallaroni, segretario generale di Assalzoo, nel corso di un videocollegamento in apertura dell’incontro, ha fornito un quadro aggiornato dei divieti di esportazione dei cereali e soprattutto ha informato sulle iniziative di cui l’Associazione di categoria si è fatta promotrice presso il Governo affinché vengano attuate contromosse in tempi accettabili. Tra le proposte più marcatamente operative avanzate, quella di trovare nuovi canali di approvvigionamento, ad esempio dal Sud America (non aiuta, in tal senso, l’annunciata decisione dell’Argentina di bloccare le esportazioni di farina di soia o aumentare i dazi) o dal Canada.
Nel medio termine, invece, l’intendimento del settore è di far fronte alla contrazione della disponibilità di materie prime attraverso politiche di sfruttamento intensivo di aree a oggi non adeguatamente coltivate.

Gino Bianchessi, contitolare della Fa.ma.ar.co., promotore del tavolo, ha coordinato gli interventi degli imprenditori presenti all’incontro, i quali hanno rappresentato le oggettive situazioni di difficoltà del mercato di questo periodo.
“Se le nostre imprese non riusciranno più ad approvvigionarsi delle materie prime, non sarà inverosimile pensare che nel giro di un mese tutta la filiera entrerà in crisi. Oggi dobbiamo combattere non solo con la difficoltà nel reperire grano e mais, ma anche con la carenza di liquidità della filiera di cui facciamo parte. Una soluzione a questo enorme problema potrebbe arrivare da un’apertura per il nostro settore all’approvvigionamento in mercati che fino a oggi sono stati preclusi, ovviamente il tutto nell’imprescindibile rispetto delle politiche comunitarie riguardo i requisiti di sicurezza richiesti da chi opera nel settore dei prodotti alimentari”.

cs