“8 marzo per un’idea di società che non penalizzi le donne”

L'intervento di Attilia Gullino, Francesca Neberti e Fiammetta Rosso, le tre assessore della giunta comunale di Saluzzo per l'8 marzo

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L’intervento di Attilia Gullino, Francesca Neberti e Fiammetta Rosso, le tre assessore della giunta comunale di Saluzzo per l’8 marzo 2022:

«Come componente femminile della giunta comunale, vogliamo ricordare l’importanza della giornata internazionale dei diritti della donna e il significato che può avere oggi nel contesto sociale complesso e in continuo movimento che stiamo vivendo.

Parlare di parità di genere non è un argomento obsoleto o superato, nonostante i passi avanti ancora molti sono i traguardi irrinunciabili cui dobbiamo aspirare.

Pensiamo ad esempio alla parità salariale, che è diventata oggetto di Legge e prevede da una parte interventi di premialità per abbassare la discrepanza in retribuzione, opportunità, status e attitudini tra i due sessi e dall’altra provvedimenti volti a favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, facilitando la conciliazione tempo/lavoro.

Ci auguriamo che questa legge sia di aiuto alle tante donne che non trovano occupazione e che, soprattutto ai livelli più alti, vengono superate dai colleghi maschi. E qui si introduce il concetto importante dell’accessibilità: a parità di talenti e professionalità, le donne sono ancora spesso penalizzate da un welfare non adeguato a supportarle nei diversi ruoli che spesso devono ricoprire nell’attuale contesto sociale.

Come amministrazione comunale lavoriamo sulle pari opportunità e contro le discriminazioni da anni, con impegno e fiducia, in collaborazione con le tante associazioni del territorio. Rimane a nostro parere fondamentale il ruolo della scuola, che deve rendere prioritaria l’educazione al rispetto dell’altro e al riconoscimento dei diritti di tutti, uscendo dall’idea sbagliata che i diritti debbano essere una conquista. I diritti ci sono, vanno riconosciuti e non negati, e questa cultura è importante che metta radici già nel l’infanzia, non solo per prevenire le forme di soprusi e violenze contro le donne che ancora purtroppo non accennano a diminuire, ma anche per educare ad un’idea di società che non penalizzi in alcun ambito la figura femminile».

c.s.