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L’opinine di Natalia Aspesi

«Credo che una mano sul sedere esiga delle scuse ma non meriti l’ergastolo, anche perché purtroppo nel frattempo tre persone morivano sul lavoro. Pensiamo a cose serie»

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IL FATTO
La giornalista Greta Beccaglia è salita agli onori della cronaca suo malgrado: un tifoso l’ha molestata in diretta tv mentre lei era impegnata nel suo lavoro di cronista

La fredda cronaca. Empoli, esterno stadio, subito dopo il derby di provincia tra gli azzurri lo­cali e la Fiorentina. La giornalista di una tv re­gionale è collegata in di­retta con lo studio, com­men­ta il risultato finale men­­tre gli spettatori cominciano a uscire dall’impianto sportivo. Lei è al centro del flusso. Al cen­tro dell’attenzione. Qual­cuno la osserva, altri fanno commenti di vario ge­nere. Finché non arriva lui, il “protagonista”. Nel senso che decide di entrare in scena. Come? Al­lungando la mano sulla gior­nalista, Greta Bec­ca­glia, impegnata nel suo lavoro. Lui arriva da dietro, a tradimento. Colpisce e va via con un sorriso beffardo. Davanti alle telecamere, in diretta. La ragazza fatica a riprendere la normale cronaca. Dalla redazione le dicono di an­da­re avanti, di non farci ca­so. Lei esegue. Passano due personaggi con i ca­pelli bianchi, la sfidano pas­sandole vicino, uno da una parte e uno dall’altra. La fissano negli occhi e vanno via.
Queste le immagini che tutti, via social, hanno po­tuto visionare. Come poi ha fatto anche chi di dovere e il “personaggio”, un ristoratore marchigiano fan della Viola, è stato punito con un Daspo di tre anni ed è accusato di violenza sessuale. La cronista, in la­crime, dirà poi di aver su­bito poco do­po una molestia peggiore, un altro “ti­foso” di passaggio l’avrebbe toccata nelle parti intime. E ulteriori esponenti del­la curva l’avrebbero in­sultata a parole, sempre “en passant”. Seguono giorni e giorni di inevitabile indignazione mediatica.
Il tema è purtroppo attuale, sono passate poche ore dal­la “Giornata internazionale per l’eliminazione del­la violenza contro le don­ne”. Fiumi di parole versate a fronte di un fatto come quello di Empoli. Fino a quando, inaspettata, arriva una presa di posizione unica nel suo “ge­nere”. Quel­la di Na­ta­lia Aspesi. La decana del giornalismo italiano ha 92 anni e una solida produzione letteraria in fatto di relazioni tra i sessi: “Que­stioni di cuore”, “Lui! Visto da lei”, “Delle donne non si sa niente” sono alcuni dei titoli da lei proposti negli ultimi anni. Nella vicenda di Greta è intervenuta per puntualizzare co­sì: «Credo che una mano sul sedere esiga del­le scu­se ma non meriti l’ergastolo, anche perché pen­so che nel frattempo tre persone morivano sul lavoro». In un solo pensiero, tan­­te tematiche che meriterebbero corposi approfondimenti. Consapevoli di aver assistito a un episodio certamente da condannare, lasciamo a ognuno la responsabilità di determinare il grado di gravità di quanto accaduto, eventualmente anche mettendolo in relazione con altri episodi di cronaca di diversa natura che hanno scosso l’opinione pubblica proprio in questi giorni.