Ance Cuneo vuole essere il motore della ripresa

L’Assemblea annuale 2021 si è svolta ad Alba, con l’intervento del presidente nazionale, Gabriele Buia

0
407

Il settore delle costruzioni e immobiliare vale il 22% del Pil italiano. Si spiega così perché, fin dal 2008, quando sul sistema economico, e in particolare sul comparto edilizio, si abbattè la repentina crisi dei subprime, una crisi indotta dalla finanza e non dalla manifattura, il prodotto interno lordo del nostro Paese è cresciuto in modo infinitesimale, per poi pagare in modo più pensante di gran parte degli altri Stati europei l’arrivo della pandemia.

Oggi, però, si intravede la luce in fondo al tunnel, accesa dai 220 miliardi di euro connessi alla grande sfida del Pnrr, di cui 108 riguardano il mondo delle costruzioni in tutte le sue sfumature. Ciò non toglie che sussistano problemi, a partire dall’aumento spropositato delle materie prime e dalla necessità di semplificare la burocrazia, ai quali occorre che la politica ponga rimedio. Basti dire che, per completare un’opera dal valore di oltre 100 milioni di euro, occorrono 15 anni, mentre serve non meno di un lustro se il costo del progetto supera il milione di euro.

Sono i concetti espressi, all’interno di un intervento a 360 gradi che ha catalizzato l’attenzione dei presenti, da Gabriele Buia, presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, durante l’Assemblea annuale di Ance Cuneo svoltasi nel “Pala Alba Capitale”, nell’àmbito degli eventi istituzionali del programma di Alba Capitale della Cultura d’Impresa 2021.

Il tema di fondo scelto per la discussione, “Laboratorio urbano e sostenibilità d’impresa”, ha consentito di spaziare dalle questioni contingenti, dalla cui soluzione dipende la possibilità di essere protagoniste della ripresa delle imprese edili, allo sguardo verso quel futuro smart e sostenibile in cui in parte siamo già calati, la spinta decisiva verso il quale è stata data dall’emergenza sanitaria.

Il presidente di Ance Cuneo, Gabriele Gazzano, ha citato la questione del rincaro delle materie prime, a proposito della quale quando gli è stata data la parola Buia ha annunciato di aver incontrato il giorno precedente il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, da cui ha avuto garanzie circa l’impegno del Governo a individuare una forma di ristoro per le imprese che, a causa degli aumenti dei materiali di cui si servono, non potrebbero portare a termine gli appalti.

Gazzano però si è soffermato anche sul futuro che ci attende: «È in atto un cambiamento radicale di abitudini, stili di vita, modi di lavorare, produrre e spostarsi; la casa, l’ufficio, le infrastrutture urbane sono esempi di questa trasformazione. Prendendo spunto dalle esperienze del lockdown, possiamo progettare la vita intesa come esperienza urbana di domani.

Da questi presupposti, con le leve rappresentate dalla trasformazione ecologica, dalla rigenerazione urbana, dalla riduzione del consumo del suolo e dalla digitalizzazione, sino all’attenzione alla smart city e all’impatto sul tessuto delle imprese edili, che devono prepararsi a queste opportunità, è stato individuato il tema della nostra Assemblea: “Laboratorio urbano e sostenibilità di impresa”. Si prospetta un “fil rouge” tra il modello urbano, inteso anche come progetto urbanistico in cui il confronto tra la l’innovazione e la tradizione porterà a una nuova dimensione del vivere, seguendo un percorso accelerato dalla pandemia, e la sostenibilità delle nostre aziende che, solo attraverso un percorso di rinnovamento, potranno sfruttare l’opportunità che si apre».

«Il nostro settore è molto articolato e attraverso esso passa il 50% degli investimenti nazionali. Abbiamo le basi per crescere e migliorare; sappiamo di avere grandi difficoltà di fronte a noi, ma storicamente abbiamo dimostrato di avere la forza, l’intelligenza e la creatività per superare gli ostacoli e prendere slancio verso una ripresa autentica e duratura», ha concluso il presidente Gazzano.

Gabriele Buia ha ripreso questo auspicio spiegando come per il comparto edilizio siano determinanti due fattori: la prosecuzione degli incentivi quali il Superbonus, per il quale il premier Draghi ha promesso una proroga almeno fino al 2023 inserita nella prossima Legge di bilancio, e lo sviluppo dei progetti di riqualificazione urbana, per i quali occorrono norme statali che li facilitino, pur nel massimo rispetto della trasparenza e della legalità.
Introdotti e intervistati dal giornalista del Tgr Rai Vanni Caratto, hanno relazionato Matteo Robiglio, docente del Dipartimento di architettura e design del Politecnico di Torino, e, collegato via web, Jacopo Palermo, Ceo del Gruppo Costim.

Il primo, architetto, è il direttore del centro di ricerca del Politecnico torinese “Full-Future Urban Legacy Lab” e ha espresso la sua visione in merito agli interventi di rigenerazione urbana in rapporto anche e soprattutto con il forte cambiamento demografico.
Il secondo ha illustrato il progetto Chorus Life, un format di rigenerazione urbana proposto nel masterplan per la riconversione del comparto ex Ote a Bergamo, esteso su oltre 150.000 metri quadrati: «Un intervento a bassa densità edilizia, ma con un’alta densità relazionale», come è stato definito, che l’ingegner Palermo ha descritto nei particolari, dimostrando come possa essere una best practice in grado di fare scuola.

I saluti delle istituzioni sono stati portati dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, collegato in videoconferenza mentre stava rientrando da Bruxelles dove è andato a discutere sui prossimi finanziamenti europei anche per le opere pubbliche, il quale ha assicurato il massimo impegno per la semplificazione normativa e burocratica, e dall’assessore comunale albese Emanuele Bolla.

Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo, ha sottolineato lo stretto legame, la vera e propria integrazione, fra l’associazione datoriale guidata da Mauro Gola e quella di categoria presieduta da Gazzano («Lavoriamo tutti su valori e progetti»), dicendosi certa delle grandi potenzialità per lo sviluppo associativo.

Durante la parte privata dell’Assemblea sono stati approvati all’unanimità i bilanci consuntivo e preventivo (illustrati dal funzionario responsabile di Ance Cuneo, Davide Ponso) e sono stati eletti a scrutinio segreto i quattro probiviri che resteranno in carica nel quadriennio 2021-2025: Gabriella Defilippi (Icose spa di Paroldo), Paolo Giuggia (Giuggia Costruzioni srl di Villanova Mondovì), Roberto Sosso (Bergui Costruzioni srl di Roddi d’Alba) e Ilario Viglietti (Viglietti Antonio e Figlio srl di Montanera).