Lequio Tanaro: inaugurata la nuova biblioteca in nome di Gimmy Curreno

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Questa mattina è stata inaugurata la nuova biblioteca a Lequio Tanaro, intitolata a Gimmi Curreno e organizzata dall’Amministrazione comunale. Tante le persone invitate: erano presenti il Sindaco di Novello e consigliere provinciale Roberto Fassone, il Sindaco di Narzole Paola Sguazzini, l’Assessore di Bene Vagienna Flavia Giaccardi, la moglie del Sindaco di Bastia, il Vice sindaco di Farigliano Marco Giachello, poi il Senatore Marco Perosino, Ugo Re testimone di quel periodo, il cittadino onorario Dott. Salomone e infine gli eredi di Gimmy Curreno con la nipote la signora Marenco.

La Biblioteca è stata intitolata a Gimmy Curreno quando, all’età di 16 anni, è stato fucilato dai fascisti per cercare di liberare l’Italia dalla dittatura fascista, in quanto partigiano; col passare del tempo il suo sacrificio è stato riconosciuto e decorato con una medaglia d’oro al Valore Militare.

“Oggi per Lequio è una data importante perché Lequio avrà la sua prima biblioteca – spiega l’Assessore Elide Bottero – Siamo riusciti a costruire tutto questo grazie all’aiuto dell’intera Amministrazione e grazie a chi ha donato i libri e ogni genere di cose. La biblioteca dovrà essere un luogo di aggregazione, un luogo per i giovani e per i bambini per scambiarsi informazioni e per prendere in prestito i libri. Questo è quello che Lequio vuole dare ai propri cittadini”.

“La biblioteca non è solo luogo di cultura, ma anche un luogo di libertà, perché se non c’è una cultura libera, non ci può essere un pensiero libero – dice la signora Marenco nipote di Gimmy Curreno – La famiglia Curreno è molto legata a Lequio perché al bisnonno è stata intitolata la piazza centrale, il nonno è stato Sindaco di Lequio e infine allo zio è stata intitolata questa nuova biblioteca”.

“Per me la biblioteca è cibo della mente, serve per sapere vuol dire leggere e cosa significa incrementare quello che si è imparato a scuola – dice il Sindaco Raffaele Dalmazzo – La libertà va coltivata e noi la coltiviamo in questo modo, con una nuova biblioteca, così i giovani hanno la possibilità di documentarsi”. In seguito è stato cantano l’inno di Mameli con l’alza bandiera, poi c’è stato il taglio del nastro e infine don Calandri ha benedetto la biblioteca.