Canale – Consiglio comunale: consuntivo, un risultato positivo di un milione e 800mila euro

Il Comune detta le regole per la videosorveglianza

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Il Sindaco di Canale Enrico Faccenda

Si prospetta un Consiglio comunale interessante, a Canale, quello di mercoledì 28 aprile. L’assemblea civica è stata convocata in via ordinaria, dovendo valutare ed approvare il rendiconto della gestione per il 2020: un anno complesso, ma che registra a consuntivo (per utilizzare un’espressione “d’antan”) un risultato complessivo di avanzo attivo che supera la quota di un milione e 815mila euro.

Continua dunque il trend positivo, per l’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Faccenda: per una cifra che include una cifra “libera” di oltre 713mila euro, 278.600 euro già destinati a investimenti, 489mila euro di prudenti accantonamenti e circa 334mila euro di fondi vincolati per legge.

Si respira e si aspira in alto, dunque, in termini finanziari: per un ente che nell’anno trascorso ha effettuato riscossioni per 5 milioni e 150mila euro a fronte di pagamenti per 4 milioni e quasi 330mila euro, senza pendenze in corso. Il tutto, in un Comune di Canale che attesta in totale un patrimonio di 21 milioni e 878.990 euro. Insomma: la situazione è sana.

Tra gli altri punti di rilievo all’ordine del giorno, ci sarà l’attesa approvazione del regolamento comunale di videosorveglianza: argomento sempre caldo e “sentito” dalla popolazione -non solo di Canale, beninteso- e per cui questo testo disciplinerà costituzione dell’esistente impianto degli “occhi elettronici”, l’informativa da rendere alle persone che accedono alle aree video sorvegliate, le misure di sicurezza adottate, chi può accedere ai filmati, i diritti dell’interessato, il limite alla utilizzabilità di dati personali.

Va detto che, mercoledì, passerà anche una variazione di bilancio già predisposta dalla Giunta: la quale, tra gli altri punti, prevede già di incrementare questa rete di controllo con 4mila euro da spendersi per nuovi dispositivi atti soprattutto a cercare di debellare il triste fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Paolo Destefanis