La Pallapugno Alba ha un nuovo allenatore: è Domenico Raimondo!

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La Pallapugno Alba ha presentato Domenico Raimondo come nuovo allenatore della prima squadra impegnata nel prossimo campionato di Serie A. Ricoprirà inoltre la carica di vicepresidente della Società.

Attualmente fisioterapista presso il Cidimu di Alba, è una figura rappresentativa della pallapugno ad Alba. Inizia la sua lunga carriera proprio nel capoluogo delle Langhe dove vince diversi campionati giovanili e poi anche numerosi scudetti in Serie A. Calca il terreno di gioco fino al 2003 dopo aver giocato con campioni del calibro di Bertola, Aicardi e Dotta.

Inizia poi la carriera da tecnico, con Giuliano Bellanti confermandosi vincente anche in panchina, collezionando anche in questo caso non poche gioie.

Dall’anno scorso lavora con Bruno Campagno, con cui ha conquistato il titolo di Superlega 2020.

Da questa stagione torna ad Alba in doppia veste di tecnico e vicepresidente.

Il compito dell’allenatore porta con sé grandi responsabilità, come è anche in questo sport. Domenico Raimondo vive così la sua esperienza in panchina: “Il ruolo dell’allenatore nella Pallapugno è complicato soprattutto con i giocatori di alto livello. In Serie A poi a maggior ragione, non è come nelle giovanili. Non c’è quel ruolo didattico dell’insegnamento, come vale lo stesso discorso per Pirlo con Ronaldo, non si tratta di insegnare qualcosa.

L’importante è stare al proprio posto e cercare di aiutare gli atleti a rendere al massimo, osservando da fuori quello che loro stessi non riescono a percepire. Soprattutto durante le partite i tecnici devono stare lucidi e osservare come si muove e si comporta la squadra”.

Da vicepresidente altresì sarà un anno importante, con tante novità in società e un progetto ambizioso: “Dal punto di vista del club l’obiettivo è di creare una struttura che possa durare nel tempo, con una Società sana e solida. Spesso molte realtà sono troppo legate ai giocatori e finché c’è un campione che vince sono rigogliose, per poi sparire all’istante non appena non c’è più. Qui vogliamo costruire qualcosa di duraturo che indipendentemente dai risultati possa vivere e coltivare un bacino importante come quello albese. Abbiamo per questo necessità di innovarci e portare novità, c’è entusiasmo ed il supporto degli sponsor; le premesse sono ottime, ma c’è molto lavoro da fare”.