L’Eccellenza verso la ripresa: le cuneesi divise sul ritorno in campo

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Con una pandemia più che mai aggressiva e uno scenario nazionale ormai precipitato prepotentemente in una terza ondata che si prospetta battagliera, fa quasi specie parlarne, ma così è: l’Eccellenza è pronta a tornare in campo, tra trenta giorni esatti.

Secondo quanto stabilito a livello nazionale, infatti, la prima categoria regionale dovrebbe ripartire il prossimo 11 aprile, con il blocco alle retrocessioni e il solo obiettivo di definire le promozioni.

Probabile, però, che verrà concesso alle società di decidere se riprendere davvero, consentendo loro di defilarsi nel caso in cui non ritenessero presenti i presupposti per un ritorno in campo.

In un quadro così incerto, non poteva che esserci distanza anche tra le sette società cuneesi impegnate nel girone B.

Le propense al “Sì”
Sono quattro al momento le società maggiormente propense verso il “sì” ad un ritorno in campo. È il caso della Pro Dronero, che ha espresso con una nota ufficiale di patron Beccacini un certo dissenso nei confronti della scelta di una “ripartenza volontaria” ma sarebbe pronta a tornare in campo. Discorso analogo per Albese, Olmo e Giovanile Centallo.

Per tutte quattro, ovviamente, vale una condizione: che lo scenario nazionale consenta di poter tornare in campo e con una gestione ragionevole, anche da parte della Federazione, di un quadro tutt’altro che agevole per le società, tra tamponi e protocolli da rispettare.

Le incerte
Più incerte le altre società, che attendono una decisione definitiva su format e protocolli sanitari prima di esprimersi. Il Moretta sottolinea come “il buonsenso e soprattutto la situazione attuale dei contagi ci spingono per la non ripresa“.

Sì condizionato quello del Benarzole: “Avevamo votato per la ripresa ma solo rispettando ferree condizioni, a partire dal rimborso sui tamponi, che rappresentano un costo importante per società come le nostre – sottolinea Dogliani – La salute dei nostri giocatori, che sono in primis lavoratori, dovrà essere prioritaria su tutto il resto. Infine, saremmo disponibili a tornare in campo ma solo in un campionato che non diventi un torneo di paese tra pochi intimi”.

Attendista il Corneliano Roero: “Aspettiamo di conoscere il protocollo, per comprendere l’effettiva applicabilità e poi decideremo” – chiosa il presidente rossoblù De Bellis.