“Le scuole sono posti sicuri, ma lo stop è necessario per proteggere tutti noi”

Dall’8 marzo, dopo l’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm, in Piemonte l’attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori si svolgerà in DAD al 100%, per 15 giorni.

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Foto Ideawebtv.it

Dall’8 marzo, dopo l’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm, in Piemonte l’attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori si svolgerà in DAD al 100%, per 15 giorni. In attesa di valutare l’ultimo report, il presidente Cirio ha dichiarato: “L’intento è di evitare di chiudere le scuole da 0 a 6 anni“. I parametri limite stabiliti dal nuovo Dpcm (250 contagi ogni 100 mila abitanti) preoccupano anche la provincia cuneese che si prepara alla Dad anche per le scuole elementari, escluse al momento le Scuole dell’Infanzia.

In merito a questo nuovo stop abbiamo intervistato il Dirigente scolastico dell’ Istituto statale “E. De Amicis” di Cuneo, la Prof.ssa Mariella Rulfi:

Cosa ne pensa di quest’ultimo provvedimento preso dal Governo e dalla Regione?

“La priorità, in questo momento, è la salute di tutti. Le scuole, al loro interno, sono luoghi sicuri, gli studenti stanno rispettando le regole, ma è ormai evidente che c’è una relazione tra contagi e scuole, e se il rischio è così alto, si deve provvedere in modo da limitare i danni il più possibile. Meglio chiudere tutto adesso, che trascinare le chiusure a “macchia di leopardo” per settimane. Gli studenti sono ormai abituati a turni in presenza e a distanza, e sono nella stragrande maggioranza dei casi attrezzati per seguire le lezioni da remoto”.

Quali sono le maggiori preoccupazioni del corpo docente sulle conseguenze di un’altra chiusura?

“I docenti sono molto preoccupati soprattutto della ricaduta sugli studenti in termini relazionali. Vivere la scuola in presenza è ben diverso dall’assistere alle lezioni in remoto, anche se i professori hanno ormai adottato strategie di insegnamento diverse da quelle utilizzate per le lezioni in presenza. Manca l’interazione, e aumentano i casi di studenti che rinunciano a partecipare in modo propositivo alle attività didattiche”.

Dal precedente stop, quali sono le difficoltà ravvisate dagli studenti?

“Molti studenti stanno diventando ansiosi, il ritorno sui banchi dopo il periodo di stop è vissuto con preoccupazione, i ragazzi temono di non riuscire a reggere il peso di interrogazioni, e compiti in classe concentrati in pochi giorni; d’altra parte i docenti, temendo altre chiusure, tendono a voler “capitalizzare” le ore in presenza, e intensificano le valutazioni”.

Il vostro Istituto riesce a svolgere al 100% il programma e le attività scolastiche in DAD?

“Il Collegio dei Docenti del DeAmicis sta cercando di fare il possibile per garantire un’offerta formativa che sia il più completa possibile nonostante la DAD. Dall’inizio dell’anno scolastico i diversi Consigli di Classe hanno programmato le attività prevedendo periodi di DAD, non ci siamo fatti trovare impreparati, l’esperienza dello scorso anno ci è servita per impostare una programmazione completa, basandoci soprattutto sull’acquisizione di quelle competenze che sono richieste dalle Indicazioni Nazionali dell’ormai lontano 2010”.

Un messaggio ai suoi studenti?

“Ai miei studenti chiedo di guardare alle prossime settimane con fiducia, di non farsi prendere dallo sconforto, e di continuare ad essere presenti, il più possibile attivi e partecipi alle attività. Usciremo, prima o poi, da questo incubo, sicuramente più prima che poi, grazie anche a questo nuovo stop, necessario per proteggere tutti noi”.