Deposito dei rifiuti radioattivi, scelte le 67 aree idonee: 8 sono in Piemonte

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Dopo 6 anni di attesa, la Sogin (società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari) ha stilato e pubblicato la lista delle possibili zone destinate alla costruzione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Si tratta di 67 zone, sull’intero territorio italiano, che soddisfano 25 criteri stabiliti cinque anni fa e riportati nella CNAPI, la carta delle aree potenzialmente idonee. Di queste, 8 sono in Piemonte, tra le province di Torino ed Alessandria e coinvolgono i comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargento, Bosco Marengo.

Ha subito dimostrato contrarietà all’ipotesi la sindaca di Carmagnola Ivana Gaveglio, con un comunicato pubblicato sul canali ufficiali del Comune: “Apprendiamo oggi dagli organi di stampa che Carmagnola è stata inserita, con autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente, tra le proposte di siti per deposito di scorie radioattive.

Comunichiamo che la città di Carmagnola non è stata informata preventivamente e che l’avviso pubblicato indica una proposta di Carta Nazionale di 67 aree potenzialmente idonee sulla base di valutazioni che non condividiamo assolutamente.

Oggi pomeriggio è previsto un tavolo di confronto con la Città Metropolitana per la definizione di una strategia che blocchi questa assurda situazione.

Siamo determinati a dimostrare la NON IDONEITA’ dell’area individuata e a proteggere il territorio carmagnolese ed i suoi abitanti e facciamo appello a tutte le forze politiche, alle associazioni di categoria e a tutti i Cittadini di affiancarci in questa battaglia“.