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Cuneo, ecco il nuovo questore Nicola Parisi: “Ottimo impatto, punterò molto sulla prevenzione”

Originario della Calabria ma da tempo residente ad Alessandria, si è presentato ai giornalisti: "Ho la sensazione di essere qui da tempo"

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Sessant’anni, calabrese di origine ma da tempo residente ad Alessandria. Si definisce riservato e con il “mantra” della prevenzione. Nicola Parisi, il nuovo questore di Cuneo, si è presentato ai giornalisti nella mattinata di oggi, venerdì 23 ottobre.
Nativo di Cirò Marina (Crotone), sposato e con una figlia di 24 anni, laureato all’Università Federico II di Napoli, Parisi è stato per anni a Genova, dove ha lavorato per l’Ufficio Immigrazione. Quindi è stato vice questore a Novara e poi a Bergamo, prima dell’esperienza a Roma nel dipartimento centrale di Pubblica Sicurezza. Dal 2017 allo scorso febbraio è stato questore di Biella, mentre negli ultimi mesi ha ricoperto il ruolo di direttore della II Zona Polizia di Frontiera per la Lombardia. E adesso Cuneo.

“Il primo impatto? Ottime sensazioni, ma sono appena arrivato e devo imparare a conoscere il territorio, anche se alcune zone della provincia, in particolare l’albese, in parte già le conosco. Posso dire che sono ritornato a fare quello che ho sempre voluto fare, cioè il questore, e che sento questa realtà vicina al mio modo di essere e al mio carattere abbastanza riservato. So che qui c’è una qualità della vita superiore alla media. Non credo ci siano isole felici, ma penso e spero che questa provincia possa essere meno infelice di altre”. In questi primi giorni cuneesi Parisi è alle prese con gli incontri e le formalità di rito, poi penserà al lavoro da fare e alle linee da seguire. Intanto, in Questura si sente già come a casa: “Ho avuto la sensazione di essere qui da tanto tempo. Ai miei collaboratori ho chiesto prima di tutto lealtà. Ho constatato una età media un po’ alta tra gli operatori, ma questo significa che evidentemente la gente si ferma qui perché si trova bene. Il mio modo di lavorare? Ho una predilezione per l’attività preventiva, che credo sia molto importante”.

Qualche buon consiglio lo avrà sicuramente ricevuto dal suo predecessore Emanuele Ricifari, che conosce molto bene: “Eravamo nello stesso corso, abbiamo cominciato insieme. Poi abbiamo avuto percorsi professionali differenti, ma non ci siamo mai persi e siamo molto amici. Mi lascia una Questura molto performante ed una città ed una provincia con una popolazione collaborativa”.