Mese di controlli nelle vendemmie dell’astigiano

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La vendemmia è uno dei momenti più significativi della realtà astigiana; in un breve periodo di tempo vengono portati a compimento gli sforzi di un anno di lavoro in uno dei settori trainanti dell’economia del territorio.

Per la complessità e la rapidità con cui si concentrano risorse umane, tecnologiche e mezzi, l’Arma dei Carabinieri ha sempre vigilato sulla tutela della proprietà e dei beni, sulla sicurezza del territorio e sull’ordinato afflusso e permanenza delle maestranze, sulla tutela della dignità del lavoro e sulle ripercussioni che – comportamenti illeciti – potrebbero avere sulla leale concorrenza e sul valore del prodotto messo sul mercato.

Negli anni i servizi sul territorio si sono sempre più adattati alle crescenti esigenze di controllo degli ingenti e rapidi afflussi di manovalanza eterogenea. Parallelamente è stata affinata la capacità di intercettare alcune pericolose e sofisticate alterazioni dell’offerta di prestatori d’opera in vigna. La recente attività investigativa “Cinerea”, condotta dalla Carabinieri di Canelli, portata a compimento proprio il 1° maggio scorso, ha fatto emergere gravi indizi di colpevolezza riguardo allo sfruttamento della manodopera e a vessazioni a cui i caporali sottoponevano i lavoratori stranieri, smantellando un’organizzazione che aveva ormai consolidato prassi criminali che rischiavano, se non interrotte, di minare la leale concorrenza e di creare gravi danni ai tanti operatori economici che operano nella legalità.

Anche quest’anno l’Arma ha messo in campo il suo potenziale e le Stazioni del territorio sono state supportate dalle componenti di specialità dell’Arma forestale e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Asti, analizzando i processi produttivi e i flussi della manodopera in ingresso, con particolare attenzione ai rischi legati al Covid-19 e ai periodi di quarantena per le maestranze eventualmente provenienti da determinati Paesi.
Dal 28 agosto sono stati impiegati i Carabinieri delle 25 Stazioni del territorio, quelli delle Stazioni Carabinieri Forestali e i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro.

La prima attività, svolta il 30 agosto, ha sanato la criticità verificatasi all’interno dei locali dell’ex stazione ferroviaria di Canelli dove una decina di lavoratori stagionali di origine subsahariana avevano allestito un ricovero privo di qualunque norma di sicurezza igienica e per l’incolumità delle persone. Tra questi, tutti regolari sul territorio nazionale, è stato individuato un 30enne, proveniente dal Senegal e domiciliato a Genova, che, sprovvisto dei documenti che comprovassero la regolare permanenza in Italia, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Asti per violazione delle norme sul soggiorno e condotto in Questura per le procedure di espulsione.

Da quel momento hanno avuto inizio i controlli nella duplice direzione di tutela della proprietà dei contadini (talvolta vittime di furti su auto perpetrati durante le operazioni di raccolta delle uve) e del rispetto della normativa di legislazione sociale alle aziende del territorio impegnati nella campagna vendemmiale: ad oggi 7 sono state le aziende vitivinicole ispezionate (Canelli, Mombaruzzo, Nizza Monferrato, Castagnole delle Lanze, Loazzolo, Montabone e Monastero Bormida), che hanno impiegato 403 lavoratori stagionali.

Gli approfondimenti, svolti di concerto con l’Arma Forestale e il Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno fatto emergere 6 situazioni successivamente rapportate all’Autorità giudiziaria astigiana ed alessandrina.

Il 14 settembre a Mombaruzzo è stata riscontrata la presenza di un nigeriano 34enne, domiciliato presso la Caritas di Milano, già colpito da ordine di espulsione del Questore, che veniva impiegato nei campi da una cooperativa avente sede legale ad Alessandria la cui rappresentante, una macedone 40enne, è stata deferita all’Autorità giudiziaria per aver impiegato tale lavoratore senza aver assolto la prescritta formazione e le visite sanitarie di idoneità.

Il 16 settembre a Canelli sono stati, invece, deferiti tre lavoratori (un 22enne originario della Guinea, un 31enne nigeriano ed un 59enne macedone), risultati tutti provvisti di documenti ma non in regola con le norme sul soggiorno in Italia.
Da ultimo il 23 settembre a Castagnole delle Lanze un 37enne nigeriano veniva impiegato senza titolo autorizzativo al soggiorno in Italia.

Dalle attività svolte, la manodopera, quest’anno, in controtendenza con il passato, non risulta più stanziale, e quindi in cerca di ospitalità sul terriotiro, bensì giornaliera, grazie anche al fattivo impegno delle diverse realtà coinvolte nel fenomeno (siano esse le aziende stesse o le cooperative che si fanno carico dei trasporti in loco dei lavoratori).
I servizi di controllo proseguiranno sino alla conclusione della campagna vendemmiale, approfondendo eventuali responsabilità dei datori di lavoro che sono risultati aver fruito della prestazione lavorativa dei braccianti irregolari sul territorio nazionale.